Gazzetta di Modena

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Taburri, la base degli scialpinisti

di Francesco Seghedoni
Taburri, la base degli scialpinisti

Andar per rifugi. Gestito da Alberta Darman offre buona cucina e escursioni

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FANANO. È l'estrema frontiera dell'alta valle di Fellicarolo, l'ultimo avamposto prima del Monte Libro Aperto e la Toscana. Ma è anche il punto ristoro terminale o base di partenza per scialpinisti, ciaspolatori o escursionisti che in ogni stagione dell'anno affrontano uno dei versanti più spettacolari del crinale Tosco Emiliano. Il rifugio dei Taburri, insediato ai 1250 metri di quota dell'altopiano dei Taburri, nel Comune di Fanano, è diventato da alcuni anni un servizio indispensabile per chi pratica gli sport legati all'ambiente in alto appennino. La strada che sale da Fellicarolo, sterrata e non semplice da percorrere nell'ultimo chilometro, qui finisce. Per un lungo periodo, dopo averlo ristrutturato, il Parco del Frignano aveva destinato l'edificio a bivacco. Camere e bagni quasi sempre aperti, a disposizione di chiunque si trovasse in difficoltà nell'alta valle di Fellicarolo. Poi la scelta, nel 2011, soprattutto a seguito di ripetuti atti di vandalismo, di risistemare il rifugio e di adottare un bando per la gestione. Ad aggiudicarselo è stata Alberta Darman, da anni nel settore della ristorazione e dell'accoglienza. «Non è semplice gestire un' attività in una zona così impervia, isolata e con difficili collegamenti con la valle-spiega. Infatti in inverno apriamo solo nel week end per quella nicchia di clienti appassionati di escursioni impegnative con sci o ciaspole. Purtroppo l'inverno non sta andando bene, sia per la scarsità di neve a Natale, sia per la ragione opposta, ovvero la troppa neve arrivata a inizio febbraio. Però devo dire che ci prendiamo grandi soddisfazioni almeno in estate». Il rifugio è costruito tutto in pietra e legno locali ed è dotato di ascensore e tre camere da letto, fra cui il camerone comune da 14 posti con bagno in camera. Al piano terra la sala ristoro con bellissimo camino in pietra, il bar e la cucina da dove Alberta e il suo staff fanno uscire pietanze gustosissime tutte fatte in casa. Al Rifugio Taburri si possono gustare ottimi piatti a base di cinghiale e selvaggina locali, oltre ai funghi preparati in ogni modo e ovviamente alle crescentine montanare con intingoli, salumi e formaggi. Presso la struttura sono disponibili per il noleggio le ciaspole e Alberta organizza di frequente escursioni sui pendii innevati. In estate invece, il prato davanti al rifugio diventa un luogo di pace con tavoli, sdrai e ombrelloni. Chi si annoia ha solo l'imbarazzo della scelta: dai Taburri, oltre a raggiungere in pochi minuti le cascate del Doccione, partono alcuni dei più suggestivi percorsi del Parco, che collegano il sentiero “00” di crinale e le cime più alte come il Libro Aperto, Cima Tauffi, I Balzoni e l'Abetone.

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