Gazzetta di Modena

Modena

La Procura: «Processate i due agenti»

di Carlo Gregori
La Procura: «Processate i due agenti»

Richiesta di rinvio a giudizio per i vigili della municipale accusati di aver malmenato una automobilista carpigiana

4 MINUTI DI LETTURA





Il sostituto procuratore Claudia Ferretti ha chiesto il rinvio a giudizio per due agenti della municipale, l'assistente Paolo Passamonte e il suo collega Patrizio Torelli, per le percosse e le lesioni procurate a una 48enne carpigiana rintracciata e fermata dopo aver provocato un incidente ubriaca ed essere scappata in tangenziale. I due dovranno anche rispondere di falso ideologico in merito alla ricostruzione dei fatti nei due rapporti stesi sulla vicenda (il secondo espressamente per il comandante della municipale Franco Chiari). L'udienza preliminare è stata fissata per il 10 giugno.

QUELLA SERA DI LUGLIO

Il caso ha fatto scalpore per la gravità delle accuse - una donna fermata e malmenata da agenti - ma anche per le circostanze confuse in cui è nato. E ora dovrà essere dipanato davanti al giudice, soprattutto per quanto riguarda la testimonianza-chiave dell'accusa: quella della presunta vittima, la donna carpigiana che ha riferito di essere stata maltrattata brutalmente da agenti nella tarda serata del 29 luglio 2013. Paolo Passamonte, difeso dall'avvocato Pier Francesco Rossi, e Patrizio Torelli, difeso dagli avvocati Marco Favini e Giacomo Tognetti, sono stati identificati come gli agenti che avrebbero commesso i reati, ma anche su questo aspetto ci sarà sicuramente discussione: sia Passamonte che Torelli hanno detto più volte di non aver mai picchiato la donna che pure portava i segni delle botte e inoltre quella sera avevano incarichi diversi e si sono avvicendati entrando in contatto durante la consegna durata pochi minuti. Cosa è successo allora realmente?

La vicenda è iniziata in una calda sera di luglio in tangenziale Pirandello subito dopo un incidente. Sul posto erano stati chiamati in soccorso gli agenti della municipale. Torelli era in servizio all'infortunistica. È un agente preparato e stimato e non ha mai avuto problemi. Si scopre che a provocare l'incidente è stata una donna che ha abbandonato uno dei due mezzi, una Daihatsu. L'hanno vista scappare a piedi in stato confusionale. Viene data l'allerta. La donna è rintracciata e fermata e consegnata alla municipale. Ed è da quel momento che il pm cerca di ricostruire quanto accaduto in seguito. La donna ora è accusata di omissione di soccorso, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Ma sarà lei alla fine di questa drammatica e confusa vicenda ad avere gravi lesioni al capo: il pronto soccorso consegnerà un referto con una prognosi di 40 giorni.

Dalle prime indagini risulta infatti, che Torelli avrebbe dato la carpigiana in consegna all'assistente Passamonte. E che la donna fermata era in evidente stato confusionale: ci sarebbero analisi che indicherebbero che aveva un tasso alcolico piuttosto elevato.

LE FRATTURE

Risulta che la presunta vittima delle violenze degli agenti che l'avevano in custodia aveva alzato le mani contro almeno un agente picchiandolo - per questo dovrà rispondere dei reati di violenza a pubblico ufficiale - e lei stessa ha poi detto di essere stata picchiata duramente. Ha soprattutto detto che un agente le avrebbe preso la testa e l'avrebbe sbattuta contro il parabrezza dell'auto mentre non poteva reagire. Infine, che il naso e la mandibola sarebbero già stati fratturati dal pestaggio avvenuto prima di arrivare al comando della municipale in via Galilei. Le sue lesioni sono così gravi che in ambulanza è portata al pronto soccorso dove i medici riscontrano le fratture e stendono un referto che dà il via all'indagine giudiziaria condotta dal pm Ferretti.

LE INDAGINI E I DOMICILIARI

La Ferretti non ha mai esitato nell'andare fino in fondo in questa vicenda che vede accusate due divise e a dieci mesi dai fatti, all'improvviso, nel maggio scorso il caso esplode con la sua richiesta di mettere agli arresti domiciliari sia Passamonte che Torelli. L'arresto dura pochi giorni, finché il Tribunale del Riesame accoglie le motivazioni dei loro difensori e li libera. I due agenti sono reintegrati in servizio alla municipale. Se Passamonte e Torelli hanno sempre affermato di non aver picchiato la carpigiana, la spiegazione alternativa evocata è che la donna, sotto l'effetto dell'alcol e scossa dall'incidente, abbia compiuto atti di autolesionismo che le hanno provocato le gravi lesioni al naso e alla mandibola. Tutta la vicenda sarà sottoposta al vaglio del giudice. Il primo ad affrontare il caso sarà il gup nell'udienza preliminare del 10 giugno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google