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Notte di fuoco, rogo distrugge falegnameria

Notte di fuoco, rogo distrugge falegnameria

Paura a Pievepelago. Danni per almeno 100mila euro. In salvo i titolari e la loro casa adiacente

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PIEVEPELAGO. Un incendio devastante, nel cuore della notte tra sabato e domenica, ha distrutto il laboratorio della falegnameria Fraulini, a Pieve.

Poteva essere una tragedia, perché nel piano superiore stavano dormendo il titolare Daniele con i familiari. Invece, grazie alla tempestività dell'allarme e dei soccorsi, non ci sono stati feriti né intossicati.

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Ma solo tanta paura. L'inferno si è scatenato intorno alle 3, in via Isolalunga, nella zona artigianale: le fiamme hanno attecchito tra i legnami e i macchinari posizionati nella lunga tettoia esterna posta sul retro, anch'essa in legno. In pochi attimi si sono propagate fino a un'altezza di quattro metri, secondo quanto riferiscono i testimoni. Per fortuna gli occupanti erano già in salvo. Ma scampato il pericolo, hanno dovuto assistere impotenti alla distruzione. Almeno, il rapido intervento dei vigili del fuoco di Pavullo e dei volontari ha permesso di domare l'incendio prima che si propagasse al piano superiore, salvando la casa nella sua struttura: le verifiche tecniche che si sono protratte fino alle 10.30 del mattino hanno garantito il mantenimento dell'agibilità dell'immobile, pur annerito e segnato dalla lunga lotta con le fiamme. Ma è chiaro che la perdita della rimessa con tutto ciò che conteneva è una tegola pesantissima: secondo la stima messa a verbale dai carabinieri, subito sopraggiunti dalla stazione locale, il danno non è inferiore ai 100mila euro. Già drammatico in se stesso, e ancora di più nel momento di crisi che colpisce anche questo angolo di montagna. L'impresa Fraulini è molto nota in paese perché il titolare fa questo lavoro praticamente da una vita, specializzato nella costruzione e restauro di mobili, ma anche nella fornitura e posa in opera di pavimenti e infissi. Nella zona sono diversi a lavorare il legno, ma nessuno ricorda un incendio di queste proporzioni. Gli accertamenti fatti da carabinieri e vigili del fuoco però escludono l'ipotesi del dolo: si è trattato quasi certamente di un cortocircuito partito dall'impianto del laboratorio. E l'epilogo poteva essere peggiore se avessero raggiunto il magazzino del gommista lì a fianco. (d. montanari)

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