Vesta, abiti per persone sofferenti
L’azienda carpigiana produce capi studiati per non autosufficienti o anziani
Con l’aumento della popolazione anziana previsto per i prossimi anni, aumenteranno necessariamente anche le esigenze di questa particolare fascia di cittadini, non sempre autosufficienti.
Per questo a Carpi è nata Linea Vesta, progettata per essere funzionale ai problemi di vestizione e di persone costrette in un letto o affette da patologie quali ictus, morbo di Parkinson, demenze senili o morbo di Alzheimer. Vesta vede protagonisti cinque soci: Bruno Pompeo della carpigiana Tessitura Roberta, Giulio Bezzecchi insieme alla moglie Daniela, titolari della ditta Modance, Loredana Ligabue, della cooperativa Anziani e non solo, per anni direttrice del Citer (Centro di Informazione Tessile dell’Emilia Romagna) e Anna Muzzioli, esperta commerciale.
«Vesta è nata nel 2014 perché nei prossimi anni ci sarà l’esigenza di rispondere in modo crescente a bisogni riguardanti le persone non autosufficienti – spiega Bruno Pompeo – La popolazione invecchia e, inoltre, la vita media si è allungata. Talvolta, questa fascia di persone più avanti negli anni ha paura di domandare un prodotto necessario alle proprie esigenze, per una forma di pudore. Vesta risponde al bisogno di trovare comfort e facilità all’indosso. I capi sono stati studiati con particolari accorgimenti di modellatura, di allacciatura, manutenzione, scegliendo nello stesso tempo tessuti in grado di garantire traspirabilità, elasticità, indeformabilità, semplicità di lavaggio e manutenzione. Per realizzare questi capi, ci riuniamo, noi cinque soci e mettiamo insieme le competenze socio-assistenziali, sanitarie, modellistiche, stilistiche e i suggerimenti espressi direttamente da famigliari di caregiver che assistono i propri cari bisognosi di cura. Questo al fine di lasciare a chi indossa il capo la dignità il più a lungo possibile. Abbiamo siglato una collaborazione con Coop Estense per i corner “Coop Salute” e la linea è in espansione. Vorremmo, infatti, inserire maglieria esterna, anch’essa modificata sulla base di questo particolare tipo di persone. L’idea è quella di usare filati pregiati come cotone cashmere per realizzare sempre capi qualitativamente validi e molto funzionali, che si portano anche durante le mezze stagioni» prosegue Pompeo.
In aggiunta, ben presto, Vesta potrebbe tradurre in realtà un sogno che coinvolge tutta Carpi, nota culla del comparto del tessile abbigliamento.
«Stiamo cercando di coinvolgere altre ditte per creare altri tipi di ausili per la popolazione non autosufficiente – conclude Pompeo – Inoltre ci piacerebbe creare un’esposizione, a Carpi, della durata di tre giorni, che possa essere utile a questo mondo e che presenti le ditte impegnate nel creare prodotti per soddisfare le esigenze di queste persone più deboli».
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