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COSA DICONO I GIOVANI

«Così anche pub e bar rischiano di morire»

«Così anche pub e bar rischiano di morire»

«Così i locali rischiano di morire». Gli studenti universitari sono tra i principali clienti della movida cittadina. Spesso si tratta di giovani residenti, ma in molti altri casi sono ragazze e...

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«Così i locali rischiano di morire». Gli studenti universitari sono tra i principali clienti della movida cittadina.

Spesso si tratta di giovani residenti, ma in molti altri casi sono ragazze e ragazzi giunti con progetti internazionali come l’Erasmus. Da Las Ramblas di Barcellona ai viali di Dublino sono loro ad “animare” le notti nelle strade delle città.

A Modena ciò non è più possibile nelle sei zone interessate dall’ordinanza sull’alcol, salvo di dover affrontare il rischio d’incorrere in sanzioni. Cosa ne pensano i nostri giovani della misura? A giudicare dalle risposte non tutti sono favorevoli, anzi.

«Così non si combatte il degrado - ha sottolineato Stefano Bella - ci sono sempre gli alimentari dei pakistani che vendono gli alcolici a due euro e cinquanta centesimi. Non dovrebbero farlo? Eppure lo fanno lo stesso, senza rispettare le regole».

Secondo il giovane la norma specifica che vieta di superare le 22 per la vendita (all’interno delle attività artigianali) «non ha senso perché si portano via persone a quelle attività». Come ribadito dagli stessi esercenti, il timore è che il flusso di clienti (e conseguentemente di denaro) si sposti da chi rispetta le norme a chi invece non lo fa. Inoltre, c’è stato chi ha rivendicato il diritto di poter consumare una birra doppio malto (la cui gradazione alcolica sovente supera il limite dei sei gradi) davanti a una pizza, un kebab o un pezzo di rosticceria. O ancora di poter bere anche dopo le ventidue negli stessi locali.

L’importante, chiaramente, è non mettersi subito alla guida e di lasciare ad altri l’incombenza di condurre la vettura. Una scelta che rientra nel garantire la migliore sicurezza urbana, come previsto dall’ordinanza. Non solo meno schiamazzi, ma anche meno incidenti. Se c’è un denominatore comune tra chi offre il servizio e chi lo utilizza, oltre a una “bocciatura” di massima dell’ordinanza, è quello della mancata conoscenza. In tanti, infatti, hanno confessato di non averne letto il testo. «Normalmente siamo nei locali fino alle due o alle tre di notte - ha confessato Irene Brombin, neodottoressa in Giurisprudenza - sinceramente è la prima volta che la sento». L’ex studentessa stava festeggiando in un locale della zona Gallucci, con tanto di corona di alloro e l’immancabile brindisi con lo spumante.

La stessa scena si ripeteva a qualche decina di metri di distanza. Un neodottore nel medesimo corso di laurea ribadiva un giudizio critico nei confronti dell’ordinanza in vigore fino al 30 aprile. «Sono contrario alla misura - ha spiegato Andrea Benedetti, anche lui festeggiando con gli amici a base di spumante - per quanto non la conosca in ogni suo dettaglio». «C’è il rischio che molti locali chiudano», hanno spiegato altri presenti ai festeggiamenti in corso ieri verso ora di pranzo. «Proibire alla mattina non è altro che un modo per far ubriacare alla mattina», ha aggiunto un altro studente. Per il sindaco è una questione di «rispetto della propria persona». Per i ragazzi intervistati, secondo cui l'ordinanza non aiuta a combattere il degrado, è un fatto di libertà. (g.f.)

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