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Ecco l’identikit del giocatore patologico

di Evaristo Sparvieri

Sposato e con un figlio. E con una passione per il videopoker. È il profilo tipo di chi chiede aiuto alla Papa Giovanni XXIII

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Maschio, sposato, con figli. Predilige i videopoker, ma non esclusivamente. Sempre più spesso, infatti, è schiavo di più giochi contemporaneamente. E ha un’età compresa soprattutto fra i 41 e i 45 anni. È l’identikit del giocatore d’azzardo patologico che ricorre all’aiuto della comunità Papa Giovanni XXIII di Reggio Emilia, secondo una recente ricerca effettuata proprio dal centro sociale diretto da Matteo Iori, presidente del Conagga, il Coordinamento gruppi per giocatori d’azzardo.

TERAPIA E SOSTEGNO

Trattamenti di gruppo e individuali, la Comunità residenziale Pluto, le consulenze economiche e legali. E poi le attività di formazione, sensibilizzazione e ricerca, per un lavoro di contrasto alle ludopatie cominciato nel 2000, raccogliendo 1507 richieste di aiuto. Di queste, sono state 828 le persone accolte nei gruppi, per un totale di diciassette gruppi al mese tra Reggio, Modena e Guastalla.

SOLO MASCHI

Ma qual è il profilo tipo delle persone che chiedono aiuto alla comunità reggiana? Secondo l’ultima analisi effettuata dalla Papa Giovanni XXIII, il 95% dei trattamenti sulla ludopatia riguarda persone di sesso maschile. Il 54% dei giocatori patologici d’azzardo è sposato, seguito da un 31% di celibi e da un 11% di separati o divorziati. Solo l’1,71% delle richieste di aiuto, invece, parte da vedovi. IL 52,58% dei giocatori patologici seguiti dal centro, inoltre, ha almeno un figlio.

NON HO L’ETÀ

Giocatori di ogni età. Ma concentrati soprattutto nella fascia compresa tra i 41 e i 45 anni, che rappresentano il 21% delle richieste di aiuto. A seguire, la fascia tra i 31 e i 35 anni (19,06%), quella fra i 46 e i 50 anni (17,65%) e quella fra i 36 e i 40 anni (16,61%).

IL LAVORO NON È GIOCO

Quanto alla condizione lavorativa, ben l’86% delle persone che ricorrono alla Papa Giovanni XXIII sono occupate. Solo il 4,81% risulta pensionato. Percentuale che sale al 5,50% per i disoccupati.

Il 3,1% dei trattamenti, invece, riguarda persone che svolgono un lavoro solo saltuariamente.

IL RISCHIO MACCHINETTE

Ma qual è il gioco predominante? Secondo l’analisi, il gioco di gran lunga più preoccupante è il videopoker (57,04%), seguito dalle scommesse ippiche (20,62%) e da lotto e superenalotto (10,65%). Non è tuttavia il singolo gioco quello che più preoccupa gli psicologi, gli psicoterapeuti, i formatori e gli assistenti sociali che prestano il proprio servizio alla Papa Giovanni. Il 66,66% dei giocatori, infatti, può essere dichiarato “elettivo” o “polivalente”, praticando rispettivamente due o più giochi. Quanto ai giochi prevalentemente praticati, ancora il videopoker (28,25%), il lotto e il superenalotto (18,62%), il totocalcio (12,55%), le scommesse ippiche (11,92%).

UN FENOMENO NAZIONALE

Ma non c’è solo la comunità reggiana per aiutare le persone a rischio ludopatia. Oltre alla Papa Giovanni XXIII, infatti, sono altre venti le associazioni e le Onlus che aderiscono al Conagga, sparse in 34 località d’Italia: 6.631 le richieste di aiuto arrivate in questi centri, per 3.521 persone accolte nei gruppi, con un totale di 238 gruppi al mese. Da Verona, dove nel 1999 è iniziata l’attività della cooperativa sociale Self Helper, la prima nata in ordine di tempo, fino a Villanova Truschedu, in provincia di Sassi, dove dal 2013 sono attivi i gruppi di aiuto organizzati da La Tavola Rotonda. Nel mezzo, un elenco di centri spuntati un po’ ovunque lungo lo Stivale. Da Trento (dove è attiva l’associazione Auto mutuo aiuto Trento) a Salerno (dove i gruppi sono organizzati da Famiglie in gioco), passando per il Gruppo Incontro cooperativa sociale di Pistoia e per la cooperativa sociale Nuova Vita di Vicenza.

L’EMILIA RADDOPPIA

Nel 2004, nasce il secondo gruppo emiliano, proprio dopo quello di Reggio Emilia. Si tratta di L.A.G. Coop sociale, attivo a Vignola e Finale Emilia.

NUOVO MILLENNIO

È soprattutto dal 2005, tuttavia, che il numero dei centri che aderiscono al Conagga ha cominciato a crescere in maniera considerevole. Proprio in quell’anno, infatti, è cominciata l’attività dell’associazione San Benedetto a Livorno. L’anno successivo, invece, a Catanzaro prende il via il Centro calabrese di solidarietà, mentre nel 2007 è la volta dell’Associazione Auto mutuo aiuto Polesine di Taglio di Po, a Rovigo, seguito nel 2008 dall’Associazione Auto mutuo aiuto di Macerata. Dal 2009 al 2013, infine, spuntano nuovi centri a Reggio Calabria, Prato, Ancona, Carrara, Fano, Potenza, San Benedetto del Tronto, Castel di Lama (in provincia di Ascoli Piceno) e Bolzano.

VINCERE E PERDERE

Secondo i dati diffusi dal Conagga, nel 2013 in Italia sono stati giocati 84 miliardi di euro, di cui 7,5 miliardi nella nostra regione. Nel nostro Paese, sul giocato, gli italiani hanno perso una cifra intorno ai 17 miliardi. «La ludopatia - spiega Silvia Menabue, dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per le province di Modena e Reggio - viene trattata dalle scuole all'interno degli interventi di contrasto di qualsiasi tipo di dipendenza. La consuetudine dei giovani con gli strumenti multimediali accresce sensibilmente il rischio. La Rete può indurre comportamenti patologici e compulsivi, contro i quali i soggetti educativi devono impegnarsi a fondo».

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