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incontro con paolo attivissimo

Genitori alla scoperta del web: insidie, pregi e contromisure

Genitori alla scoperta del web: insidie, pregi e contromisure

La palestra della parrocchia di Pontenuovo era gremita per ascoltare Paolo Attivissimo, giornalista informatico e blogger, raccontare le insidie di internet e dei social network. L’incontro era...

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La palestra della parrocchia di Pontenuovo era gremita per ascoltare Paolo Attivissimo, giornalista informatico e blogger, raccontare le insidie di internet e dei social network. L’incontro era aperto ai genitori, ma sconsigliato ai ragazzi. Non perché si puntasse a dare un’immagine totalmente negativa del web, Paolo Attivissimo, da molti anni impegnato a scovarne le insidie e a smascherare le bufale, ma proprio per questo grande utilizzatore della rete, lo ha subito chiarito. Ma perché si intendeva dare a genitori che non sempre stanno al passo dei tecnologici figli, qualche strumento in più per non trovarsi impreparati.

Attivissimo ha spiegato che “internet, il web, i social network non sono da demonizzare, ci permettono di essere in contatto con tante persone, di condividere cose con i nostri amici anche lontani. Ma ci vogliono attenzioni e precauzioni, come se ne adotterebbero per insegnare al proprio figlio ad attraversare la strada o a guidare l'auto”.

Con un pc e uno schermo Attivissimo ha citato e smascherato tutti i principali social e le app più utilizzate sugli smartphone dei ragazzi. «Tutto ciò che è gratuito e affascina i nostri ragazzi, esiste per un motivo, che è principalmente acquisire e vendere dati. Ci sono cose che posso e voglio condividere, ma devo stare attento a quelle che invece vengono condivise senza il mio consenso. Nelle impostazioni è possibile disabilitare la localizzazione e altri elementi importanti di facebook, whatsapp, snapchat e molti altri».

Attivissimo ha risposto a molte domande e dubbi e soprattutto ha richiamato tutti a un’attenzione supplementare, mostrando per esempio le scene hard di alcuni videogames molto gettonati; alcuni casi di ricatto o truffa ai danni di ragazzi; o le insidie della webcam che si trova su ogni pc portatile o tablet, che a computer acceso “può essere utilizzata da hackers o malviventi neanche troppo abili per vedere la casa, cosa c’è da rubare, o per carpire immagini proibite».

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