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In Tribunale il fallimento della Bianchini Costruzioni

In Tribunale il fallimento della Bianchini Costruzioni

SAN FELICE. Il portale del Tribunale di Modena ha pubblicato ieri la procedura di fallimento della Bianchini Costruzioni di San Felice, la ditta di proprietà di Augusto Bianchini e della famiglia,...

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SAN FELICE. Il portale del Tribunale di Modena ha pubblicato ieri la procedura di fallimento della Bianchini Costruzioni di San Felice, la ditta di proprietà di Augusto Bianchini e della famiglia, travolta prima dalla crisi, poi dallo scandalo amianto e da ultimo dall’inchiesta Aemilia sulle infiltrazioni della ’Ndrangheta cutrese nelle aziende emiliane.

Secondo le stesse indicazioni del Tribunale, il pronunciamento sul fallimento risale al 25 febbraio ed è stato affidato al giudice Alessandra Mirabelli. L’udienza di verifica dello stato patrimoniale è invece fissata per il prossimo 25 giugno, mentre ad occuparsi di tutte le procedure per il reperimento dei cespiti e per l’individuazione dei creditori sarà il dottor Luigi Fontana, nominato curatore fallimentare. Insomma, la procedura del concordato, anche alla luce degli ultimi eventi, non è riuscita e conseguentemente si è andati verso il fallimento.

Ma soddisfare tutti i creditori - incluse le amministrazioni comunali presso le quali devono essere effettuate le bonifiche - non sarà facile. Bianchini risulta infatti nullatenente, mentre i beni dell’azienda, decine tra camion e macchinari, per un valore che si aggira su un milione, risultano anche oggetto di sequestro penale nell’ambito dell’inchiesta Aemilia. Come noto, proprio alla luce della situazione che si è creata l’avvocato penalista difensore di Bianchini, prof Giulio Garuti, ha chiesto in questi giorni la scarcerazione di Augusto, tuttora in carcere a Parma. Il legale infatti sostiene che stante la situazione economica e giudiziaria dell’imprenditore rivarese, che si occupava anche della costruzione di strade, rotatorie e di demolizioni, Bianchini non è più in grado di essere eventualmente utile alla ’Ndrangheta, e quindi sono venute meno le esigenze cautelari per il concorso esterno in associazione mafiosa che gli viene contestata.

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