Marchini fa il bis e apre “Al Re Gràs”
Lo chef dell’“Erba del Re” annuncia la nascita in Pomposa di un locale riservato al meglio della tradizione modenese
Luca Marchini concede il bis. Dopo il successo riscontrato in questi anni da “L’erba del re” di via Castel Maraldo, chef Marchini ha deciso di lanciarsi in una nuova sfida sempre e rigorosamente incentrata sulla riscoperta del gusto e della tradizione modenese.
Nella seconda quindicina del mese di aprile, infatti, lo chef, aretino d’origine, residente all’ombra della Ghirlandina da quando aveva 17 anni, aprirà un nuovo ristorante che costituirà un vero e proprio inno per celebrare la modenesità a tutto tondo, un leit motiv che caratterizza lo stile di Marchini e che, nel nuovo spazio, assumerà inedite declinazioni.
Se “L’erba del re”, nel nome celebrava il basilico, connotando la terra di provenienza dello chef dove la pianta aromatica rappresenta un profumo molto usato, il locale di prossima apertura sarà una trattoria e si chiamerà “Al Re Gràs”, suggerendo immediatamente un tuffo a pie’ pari nei sapori golosi e succulenti per cui Modena è famosa nel mondo.
Tanto “L’Erba del re” è elegante, esclusivo e frutto di anni di studio e ricerca, quanto “Al Re Gràs” sarà impostato sulla semplicità e lo stupore che sono ancora in grado di suscitare i blasoni della tavola modenese. “Al Re Gràs” aprirà al posto dell’osteria della Pomposa, all’angolo con via del Voltone e proporrà la tradizione allo stato puro per rimettere in contatto modenesi e non con l’essenza tipica della propria cucina.
Chef Marchini, questo ristorante sorge a pochi metri da “L’Erba del Re”, ma avrà sue peculiarità che lo faranno distinguere. Quali saranno?
«Sarà una trattoria. “Al Re Gràs” ci permetterà di mettere in mostra le ricette del territorio e della tradizione, per citare due esempi: lasagne e tortelloni».
«Giocheremo con l’abc della cucina - prosegue l’estroso chef - facendo riscoprire ai modenesi il gusto dei piatti tipici della loro terra e agli avventori che arriveranno da fuori le portate che hanno fatto la storia di Modena. Il menu avrà un prezzo molto concorrenziale. Basti pensare che il prezzo medio che intendiamo proporre si aggira sui 25 euro, al massimo 28, ma difficilmente si arriverà a spenderne 30».
Anche i vini avranno la loro importanza: «Ho intenzione di ripercorrere e raccontare tutta l’Emilia Romagna, toccando tutte le province con la loro offerta enologica».
Un’occasione ghiotta per presentare il meglio di Modena anche in vista dell’Expo, ormai alle porte…
«In realtà - chiarisce lo chef della Pomposa - noi abbiamo pensato oltre all’Expo. Il fatto che apriamo quasi in concomitanza con quest’evento la potrei definire una casualità. La nostra sarà una trattoria modenese e per chi vuole gustarsi la tradizione, indipendentemente da quanto succede fuori».
«E sarà un ottimo modo per riavvicinare i modenesi con le bontà tipiche della loro terra, nonché per fare conoscere a chi non è di Modena la storia dei nostri luoghi».
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