Non c’è l’allarme: i ladri razziano tre piani interi
Il palazzone del Dipartimento di Scienze della Vita devastato e saccheggiato: portati via numerosi computer e denaro dai distributori, più di cento porte rotte
Terzo colpo dei ladri all’Università. Che, senza un sistema di allarme, si scopre sempre più indifesa. Dopo il prezioso corno di rinoceronte bianco rubato il 21 gennaio al Museo zoologico presso il Rettorato, dopo un colpo a vuoto ma con uno strascico di danni nella notte tra venerdì e sabato alla Facoltà di ingegneria al Campus, ora è stato preso di mira il Dipartimento di Scienze della Vita. Ma questa volta il conto è salato: più di un centinaio di porte rotte, danni negli uffici, un numero imprecisato di computer rubati per un valore di decine di migliaia di euro. L’unico aspetto positivo è che i ladri non sono entrati nel laboratorio di Virologia provocando danni che potevano avere gravissime conseguenze.
La triste scoperta è stata fatta ieri mattina dal personale riaprendo l’edificio che ospita Scienze della Vita, Sanità pubblica e Scienze biometriche e metaboliche. Un palazzone di sei piani che ha visto giorni migliori al numero civico 287 di via Campi, nel campus universitario, dove lavorano docenti e scienziati. E dove ieri mattina gli studenti non hanno potuto seguire le lezioni a causa della scorribanda dei ladri.
Non è ancora chiaro come sono entrati, dato che le porte d’ingresso non mostravano segni evidenti di effrazione. È chiaro che sono usciti invece spingendo le maniglie antipanico. All’interno invece hanno usato grimaldelli e piedi di porco senza risparmiarsi. Ogni porta dal piano terra a terzo piano ha subito forzature: studi dei docenti, aule, laboratori e persino bagni e ripostigli di servizio hanno subito la “visita” e il saccheggio dei ladri. In alcuni studi sono stati gettati all’aria oggetti.
Si presume che il colpo sia stato compiuto nella notte tra domenica e ieri. I ladri se la sono presa comoda, dall’alto numero di stanze e ambienti “visitati”. D’altra parte, nulla poteva contrastarli. Come ammesso dalle autorità universitarie - dal Rettorato e dalla direttrice del dipartimento prof. Daniela Quaglino, l’istituto non è protetto da alcuna forma di allarme o di impianto di sicurezza. Pare incredibile in questi tempi, ma è così. C’è solo un sistema antincendio. Purtroppo, non è una sorpresa: anche il Rettorato e Ingegneria, come si è scoperto dai recenti furti, sono nudi di fronte ai ladri: si tratta di un problema generale dell’ateneo e che dovrà essere affrontato.
La lista del bottino non è ancora compilata definitivamente. Ieri mattina, prima la Squadra volante e poi la Scientifica della Questura si sono avvicendate sulla scena del crimine - dal piano terra al terzo piano - per fare la conta degli oggetti scomparsi e trovare eventuali tracce dei ladri. Si sa che sono spariti decine di computer della Dipartimento (nessuno tra quelli personali dei docenti). Quali file contenessero, anche questo è un aspetto ancora da chiarire. Pare assodato che non ci fossero documenti di ricerche di rilievo nazionale. I ladri hanno anche scassinato alcune macchinette scambiasoldi e distributori di bibite.
L’unica notizia positiva è che al secondo piano i ladri non sono entrati nel pericoloso laboratorio di Virologia, dove vengono appunto studiati i virus.
«Per ora risulta che hanno rubato solo dei computer. Non sappiamo quantificare il danno», ha spiegato la Quaglino. Solo i danni e alle strutture sono di svariate decine di migliaia di euro.
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