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il sindaco nei posti piÙ frequentati

«Provvedimento restrittivo ma necessario»

Muzzarelli: «È vero, è più dura del passato, ma avremmo comunque scontentato qualcuno»

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«Avremmo comunque scontentato qualcuno». Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha difeso l’ordinanza del 27 novembre dello scorso anno per contrastare l’abuso di alcol in alcune zone di Modena. Il primo cittadino s’è confrontato a lungo con Domizio davanti alla storica sede dell’Osteria Toscana. Oltre al dispiacere legato alla chiusura («era un’istituzione»), il sindaco s’è rattristato del fatto che non il Comune non sia stato avvisato delle difficoltà che stava attraversando il locale. Dopo aver parlato delle strategie per il rilancio e il ruolo di Expo in esse, Muzzarelli ha commentato la misura che porta la sua firma. «È più restrittiva rispetto a quella dell’anno precedente - ha confermato il sindaco - stiamo facendo numerosi controlli e anche contravvenzioni. Riteniamo che sia una questione di rispetto della propria persona, una misura tesa a colpire l’abuso di superalcolici». Nel dettaglio, cosa comporta l’ordinanza? Una serie di divieti per le attività di sei zone di Modena: Pomposa, Gallucci, Tempio, San Faustino, Sigonio, Pio X. Fino al 30 aprile di quest’anno le attività commerciali in sede fisse o quelle alimentari su aree pubbliche non possono somministrare bevande alcoliche dalle otto di sera alle sette del mattino. La misura vale per l’asporto, il consumo sul posto e la cessione a terzi. Vige per qualsiasi gradazione. Allo stesso modo, i pubblici esercizi che somministrano alimenti e bevande non possono né venderli né cederli a terzi per asporto. Anche in questo caso vale per qualsiasi gradazione, dalle 20 alle sette. Misura identica per i circoli e le associazioni private, salvo il consumo immediato in locali autorizzati. Infine, il punto contestato delle attività artigianali che vendono beni alimentari di produzione propria. È il caso di gelaterie, pizzerie al taglio, rosticcerie, kebab e gastronomie. In questo caso vige la vendita per asporto o cessione a terzi, a qualsiasi titolo, di bevande alcoliche a qualunque gradazione. Dalle 20 alle 22 è possibile bere all’interno dei locali, purchè si mangi nel frattempo. Le bevande non possono tuttavia superare i sei gradi. Previste sanzioni fino a 450 euro per i primi punti (con chiusura per tre giorni in caso di recidiva) e fino a 300 euro per la mancata esposizione dell’ordinanza. (g.f.)

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