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Corruzione, un sistema ormai dilagante

Corruzione, un sistema ormai dilagante

In pochi anni sette inchieste hanno colpito amministratori e funzionari pubblici. La Cgil: «Marciume da contrastare»

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Piccoli e grandi scandali, inchieste che si susseguono da anni, alcune delle quali già in odore di prescrizione e che quindi non finiranno nemmeno in tribunale, arresti eccellenti, mazzette per pilotare appalti: ecco la piovra pubblica modenese, che negli ultimi anni ha registrato almeno sette eclatanti operazioni delle forze dell’ordine. E sarebbe un errore considerare “Aemilia”, conclusa dai carabinieri con 117 arresti tra cui politici, imprenditori e tecnici, uno spartiacque dal momento che dal 2011 in poi le indagini si sono succedute. Modena, Carpi, Sassuolo, la Bassa, Serramazzoni, Castelfranco: non c’è angolo della provincia immune dal malaffare.

Prima di Aemilia

Nel recente passato modenese finiscono le presunte lottizzazioni abusive ed appalti pilotati a Serramazzoni; appalti e mazzette con rinvii a giudizio di tecnici comunali a Carpi e Castelfranco; un dirigente Aipo, responsabile del tratto del fiume Secchia che poi si è rotto l’anno scorso, imputato per corruzione ed abuso d’ufficio per aver affittato una casa dell’Agenzia a tre inquilini; un alto funzionario corrotto della Banca d’Italia in servizio a Modena, che riesce ad assegnarsi sui propri conti 3,2 milioni di euro. E poi c’è l’inchiesta che travolge il Policlinico. «Dai 67 indagati per truffa e corruzione nell’operazione “Camici sporchi” - scrive Franco Zavatti della Cgil - alle fatturazioni fasulle su trapianti inesistenti con falsi certificati del Policlinico, ai 62 indagati per ipotesi di appalti pilotati, sempre al Policlinico».

L’inchiesta Aemilia

«Nel faldone si intravede - continua Zavatti - perciò un sistema corruttivo e non un increscioso incidente di percorso, che coinvolge direttamente quelle imprese indagate ed “...i loro rapporti privilegiati con alcuni funzionari delle amministrazioni locali... anche prima del terremoto”. Dalle informative allegate, emerge la collusione e corruzione di una direttrice di ufficio Poste Imprese di Reggio e poi anche del geometra responsabile dell'Ufficio tecnico del Comune di Finale, vero e proprio perno per assegnazione lavori e pagamenti impropri e collusi con la struttura mafiosa. Così come viene fuori altro marciume corruttivo che coinvolge altri appartenenti alla pubblica amministrazione.Purtroppo, appartenenti ai Corpi di Polizia operanti nei nostri territori. Ed altri funzionari, nelle scorse settimane lungamente ascoltati dalla Dda in quanto informati dei fatti per la gestione della White list».

Il dopo Aemilia

È storia degli ultimi giorni le denunce di tre ex amministratori e funzionari comunali di Sassuolo per la crisi di Sgp, la società multiutility locale su cui la Finanza contesta bilanci artefatti, abusi d’ufficio e danno erariale.

Lo spiraglio di luce

Partendo dalle denunce effettuate da due dirigenti del Comune di Finale, necessarie a disegnare il profilo del tecnico comunale arrestato, Zavatti spinge per la raccolta firme a sostegno della legge di iniziativa popolare sulla legalità negli appalti. «Le buone norme di legge sull’anticorruzione, anche se possono essere migliorate, vanno puntualmente applicate - scrive - Apprezziamo la disponibilità della Regione a spingere in tal senso. Apprezziamo la dichiarata disponibilità del Comune di Modena - il primo in regione - a partire per sperimentare in tale direzione». (fd)

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