Gazzetta di Modena

Modena

Il gioco, medicina contro la malattia

di Chiara Tassi
Il gioco, medicina contro la malattia

L’associazione Casina dei bimbi si occupa dei piccoli ricoverati in ospedale: «Solo chi l’ha vissuto sa cosa vuol dire»

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«Federico appena compiuti tre anni si è ammalato. Leucemia, ci hanno detto i medici. E da li l'ospedale è diventata la nostra casa. Farmaci al posto delle caramelle, aghi al posto delle matite. Poi Federico si è arreso, io no. Casina dei Bimbi è nata alla fine di questo viaggio». A parlare è Claudia Nasi, mamma e fondatrice dell'Associazione Casina dei bimbi che si prende cura dei bambini ammalati e delle loro famiglie. «Quando si ammala tuo figlio anche tu genitore ti ammali. Di paura. Di stanchezza. Di un dolore che nemmeno pensavi potesse esistere. E quando stai giorni, settimane, mesi in ospedale ti senti agli arresti domiciliari, e ti senti solo. Solo perché i bambini in ospedale non possono ricevere tante visite e perché quando ad una famiglia capita una cosa del genere tutti si allontanano. Perché non sanno cosa dire. Perché non sanno cosa fare. Poi arrivavano i volontari, il viso di Federico si illuminava quando loro entravano in reparto. Ed io con lui. Al loro arrivo io potevo alzarmi dalla mia sedia a sdraio e concedermi una tregua, prendere un caffè, piangere senza farmi vedere. Erano i volontari a fare la differenza all'interno dell'ospedale e nelle nostre vite. E allora ho capito che era su di loro che si doveva puntare per alleggerire la cupezza che avvolge ogni letto di ogni reparto di ogni ospedale in cui sono accolti».

L'associazione Casina dei Bimbi - presente al momento nel modenese negli ospedali di Modena, Carpi, Sassuolo e Vignola- prevede per i propri volontari una formazione che Claudia definisce “genitoriale”: «Fare i volontari con noi non significa solo far giocare i bambini - puntualizza Claudia - Per andare “a sostituire” un genitore occupandoti per un certo periodo di suo figlio devi avere l'istinto del genitore: quando sei accanto al bambino devi essere mamma, o papà, o fratello, o nonno. Devi fargli indossare il pigiama prima di dormire anche se lui ti dice che ha troppo sonno o fargli lavare i denti anche quando lui non vuole. Accanto a questo, però, il gioco rimane comunque la nostra arma di cura fondamentale, perché tutti i bambini sono nati per giocare, fuori e dentro l'ospedale».

«È come se riuscissi a tradurre un linguaggio che solo chi ha vissuto un'esperienza del genere può comprendere - conclude Claudia - E' difficile riuscire a capire quali sono i veri bisogni che ha chi sta vivendo un tale momento di sofferenza, ma io mi ci sono trovata, quindi mi viene naturale tradurre questi bisogni in un progetto concreto, tant'è che oggi preferisco “fare da regia” piuttosto che andare in corsia, tra i ragazzi, tra i genitori. Anche perché credo che, per portare un sorriso, una ventata di normalità in queste famiglie, che è poi ciò di cui hanno bisogno, meno si sa e meglio è».

Al momento sono un'ottantina i volontari della Casina dei Bimbi presenti in provincia di Modena, tanti i progetti avviati: da “conta su di me”, un servizio h24 per interventi “di emergenza” negli ospedali e a casa, a “alla scoperta del pianeta S.O.” un originale protocollo per preparare bimbi e genitori a interventi chirurgici o ad esami invasivi. «I progetti nascono sempre dal suggerimento di qualche bambino, perché anche quando non si possono cambiare le cose, si possono però costruire reti, ed i bimbi, in questo, sono fantastici a farlo». Per info: www.casinadeibimbi.org

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