Invalidi in lite col Comune «Restituiteci i permessi»
I vigili non accettano i certificati medici nonostante un decreto li autorizzi Richieste d’aiuto al Difensore dei Malati. Il caso di una maestra delle Collodi
Ormai è guerra tra gli invalidi titolari di permesso per parcheggiare nelle aree riservate ai disabili e il Comune. Sono infatti tanti i conducenti che si sono visti annullare il tagliando nel momento in cui si sono presentati all’ufficio dei vigili urbani dedicato al rinnovo dei permessi.
Tanto per dare un’idea del giro di vite messo in atto dal Comune, ricordiamo che nel 2013 furono rilasciati 597 permessi, mentre nel 2014 solo 547. E la tendenza in atto pare quella di ridurli ulteriormente se non vengono soddisfatti certi requisiti. Ed è appunto su questo tema che c’è lo scontro. Tanto che non pochi invalidi hanno già presentato un esposto all’ufficio presso il Ramazzini del Difensore dei Diritti del Malato. I responsabili del “Ddm” confermano e spiegano in cosa consiste il braccio di ferro.
«Il decreto del presidente della repubblica del 30 luglio 2012, n. 151 - spiega Alberto Spaggiari, volontario del Ddm - parla chiaro: l’autorizzazione ha validità 5 anni. Il rinnovo avviene con la presentazione del certificato del medico curante che confermi il persistere delle condizioni sanitarie che hanno dato luogo al rilascio. Purtroppo, secondo quanto si lamentano i disabili, all’ufficio di polizia municipale non tengono in considerazione il decreto del Presidente della Repubblica e decidono loro quale iter seguire».
Ecco un pio di testimonianze. La prima: «Ho le protesi alle anche da oltre 20 anni - dice Daniela Minozzi, 55 anni, maestra elementare alle Collodi - e alla visita legale di tanti anni fa hanno confermato la mia grave difficoltà a camminare. Se percorro a piedi alcune centinaia di metri accuso dolori lancinanti alla schiena. È chiaro che mi rende la vita più facile parcheggiare vicino ai luoghi che frequento. Purtroppo però il permesso, dopo tanti anni, mi è stato negato. Non credo sia giusto».
Poi c’è Paola Lugli di San Marino: «Il medico legale - racconta - nel 1995 mi ha dichiarato invalida al 100%. Purtroppo adesso mi hanno tlto la possibilità di avere l’autorizzazione. Mi domando se la diagnosi dei medici di allora può essere considerata carta straccia oggi. Così, se voglio andare a fare la spesa, devo fami accompagnare perché fisicamente non reggo: camminare anche per brevi distanze è un grosso problema per me». A questo punto non si esclude che gli invalidi ex titolari di autorizzazione si uniscano per rivalersi contro quelle che loro definiscono «decisioni arbitrarie e in conflitto con una norma dello Stato». Intanto per chi ritiene di essere stato leso nel proprio diritto di ottenere il rinnovo dell’autorizzazione può rivolgersi al Difensore dei Diritti del Malato, 059 659477.
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