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La Vigarani “dono” di Modena per Expo

di Stefano Luppi
La Vigarani “dono” di Modena per Expo

Il Comune, con delibera di Giunta, affiderà senza alcun bando la gestione delle iniziative negli spazi espositivi dei Giardini

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Maggio, mese di apertura di Expo Milano 2015, si avvicina e così anche il momento di scoprire come la città di Modena cercherà di presentarsi alle centinaia, migliaia di turisti che di riflesso si spera caleranno in città.

Fulcro di Modena per Expo come notop sarà la Palazzina Vigarani. Un bene pubblico che il Comune stesso considera "patrimonio indisponibile" perché assegnato a fini istituzionali come la seconda sede della Galleria civica d'arte, viene assegnata direttamente dal sindaco Muzzarelli per 6 mesi a una società privata, la "Palatipico Modena srl".

Quest'ultima gestisce il marchio "Piacere Modena" composto dai consorzi dei lambruschi modenesi, del parmigiano reggiano, dell'aceto balsamico tradizionale e non, del prosciutto di Modena e delle amarene brusche insieme al consorzio Modena a tavola e a Modenatur.

Insomma una società privata che, ha detto il sindaco a dicembre, occuperà gli spazi culturali della Palazzina dei giardini esponendo cultura e prodotti tipici in occasione di Expo.

Stravolgendo in questo modo la programmazione della Civica, già annunciata, decisa dall'ex direttore Pierini e approvata a novembre da assessore e caposettore cultura del Comune. A tuttoggi, nonostante i numerosi annunci, non esiste in Comune un documento che spieghi come, in che modi e secondo quali normative l'amministrazione comunale assegna a un privato un così importante luogo del demanio locale. E soprattutto non si fa riferimento a nessun corrispettivo economico per l'occupazione di un luogo di proprietà di tutti i modenesi.

A richiesta di informazioni sul percorso amministrativo di questa procedura l'ufficio stampa comunale spiega che «Ci sarà a breve una assegnazione temporanea della Palazzina Vigarani attraverso una delibera di giunta. Sarà a favore della Camera di Commercio, o più probabilmente verso un suo soggetto operativo. La Palazzina non è tra gli spazi affittabili e viene concessa gratuitamente perché questo è il modo di partecipare all'Expo del Comune».

Gratis e assegnata direttamente dunque, perché la Palazzina non è tra i luoghi affittabili dai privati com'è ad esempio il teatro comunale Pavarotti. Sui beni del patrimonio pubblico la normativa del 1997 ("Norme regolamentari per la disciplina della concessione di beni immobili a terzi") presente sul sito comunale del Patrimonio racconta altro. Si tratta di un lungo documento che divide il patrimonio pubblico in tre tipologie: "patrimonio disponibile" quello non destinato a fini istituzionali, "patrimonio non disponibile" destinato a fini istituzionali e "beni del demanio comunale" destinati a "interessi della collettività". La Civica fa parte della seconda o della terza categoria. Per esse il documento comunale spiega che occorre una concessione amministrativa che appunto non c'è stata: bisogna definire «L'oggetto, le finalità e il corrispettivo della concessione; la durata della concessione e la possibilità di revoca per ragioni di pubblico interesse». E più oltre si parla di corrispettivo d'affitto di cui ora si dice che non è dovuto per questa particolare occasione. E' la voce «Determinazione dei corrispettivi dei contratti o atti di concessione dell'uso degli immobili comunali» dove si legge: «Nella stipula dei contratti per la concessione di beni immobili, il canone da corrispondersi al Comune per l'utilizzo dell'immobile comunale è determinato, sulla base dei valori correnti di mercato per beni di caratteristiche analoghe, con apposita perizia estimativa effettuata dal Collegio Peritale (o altro organo tecnico equipollente)». Tutto ciò finora, come dichiara lo stesso Comune, ancora non c'è stato.

Ma c'è di più. Per usi commerciali - difficile pensare che l'Expo non sia anche questo visto che i prodotti tipici si venderanno - di luoghipreziosi (lo è la Palazzina) il documento spiega: «Nel caso di immobili di particolare rilevanza e/o complessità si può procedere mediante appalto-concorso o forme selettive analoghe». Nel caso della Palazzina invece l'amministrazione non parla di un canone di affitto corrisposto che invece parrebbe obbligatorio. Infine il documento presenta obblighi da parte del concessionario: l'obbligo di pagamento del canone o del corrispettivo per l'utilizzo, l'onere delle spese inerenti alla manutenzione ordinaria, il pagamento delle utenze, il pagamento delle spese di gestione, la stipulazione dell'assicurazione contro i danni, la restituzione dei locali nella loro integrità. Tutto ciò finora il Comune non l'ha previsto.

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