Truccate le macchinette dei ticket
In stazione treni usata la tecnica della “forchetta” ruba-soldi come nei bancomat
Anche le stazioni dei treni hanno i loro bancomat e anche queste apparecchiature hanno i loro nemici: non dei veri e propri scassinatori ma ladri-truffatori che riescono, con tecniche semplici e già collaudate con i macchinari degli istituti di credito, a sottrarre banconote con l’inganno.
Per ora non c’è stato, almeno a Modena ,un assalto tecnologico, ovvero con l’utilizzo di microcamere per filmare e rubare i codici segreti delle tessere bancomat o delle carte di credito, non ci sono state immissioni di apparecchiature in grado di clonare la carta una volta inserita dentro la fessura. Si tratta invece della “forchetta”, una tecnica semplice ma efficace e molto diffusa. Le macchinette che assicurano l’erogazione del biglietto ferroviario in modo automatico, equiparabili per funzionalità a dei bancomat, vengono “invase” nella fessura dove è possibile introdurre le banconote. I malviventi, cioè, inseriscono un supporto sottile, delle lamelle o altri piccoli aggeggi che hanno la funzione di bloccare la banconota . Il pezzo da 20, da dieci o da 50 non cade nella cassetta deposito interna, ma resta fermo. Il malvivente, appostato nelle vicinanze, non appena chi l’ha usata si allontana, entra in azione e con abilità recupera la banconota.
A volte il biglietto viene regolarmente erogato, a volte però il blocco della banconota manda in tilt tutta l’apparecchiatura. E il cliente passeggero rimane senza nulla, né soldi ne ticket. A Modena infatti alcuni passeggeri hanno chiamato il numero verde che assicura un pronto intervento: i tecnici hanno ispezionato il macchinario e hanno trovato all'interno oggetti tipici, anche se un po’ rudimentali, della tecnica detta della “forchetta”. Ora tutto è stato riparato ed è di nuovo funzionante. Ma ovviamente resta il monito: anche in stazione dei treni occhio alle truffe e non solo ai borseggi. Occorre segnalare ogni guasto così come avvisare le forze dell’ordine qualora, nelle vicinanze delle apparecchiature, vi sia un inconfondibile volteggio di avvoltoi.
Stefano Totaro
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