Da quattro generazioni le medicine sono su misura
I laboratori della farmacia Santa Caterina sono uno dei pochi esempi di come la tradizione galenica sia stata tramandata
Alambicchi, provette e polverine contenute in grandi barattoli. Nel laboratorio posto sul retro della farmacia Santa Caterina di Carpi ogni giorno si svolgono attività scientifiche che risalgono alla notte dei tempi, alle origini della medicina e al Medioevo. Qui alcune giovani professioniste, coordinate dalla titolare della farmacia Marina Colli e dal collega Marco Ferrari, fanno attività galenica. Ossia preparano farmaci in proprio, secondo le antiche “ricette” che richiamano Galeno, l'antico medico che dà il nome a questa professione. Non solo. La farmacia Santa Caterina rappresenta la continuità di una storia che a Carpi va avanti ormai da oltre ottant'anni sempre con la stessa famiglia. I Colli, infatti, da ormai tre generazioni si occupano di farmacia nella città dei Pio e una quarta generazione è alle porte.
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«Dobbiamo tutto a mio nonno Carlo - spiega la titolare della farmacia di via Pezzana Marina Colli - che aprì la prima farmacia di famiglia in piazza Martiri il 12 novembre 1931. Mio nonno era un ragazzo del ’99, ossia partecipò a entrambe le due guerre mondiali: morì negli anni Ottanta e ricordo che mi raccontava la sua vita davvero avventurosa. Si laureò in chimica e farmacia che allora erano unite e mentre faceva l'università a Torino dove suo padre era ferroviere lavorava perché i soldi erano pochi. Nonno Carlo faceva il rappresentante di lampadine, girando il Piemonte, poi arrivò a Carpi fresco laureato. Ricordo ancora, quando ero bambina, delle piccole scatolette di pillole con la scritta Dottor Colli e sopra il telefono, un solo numero: il 4». Arrivato a Carpi il dottor Colli tra una guerra e l'altra, letteralmente, aprì la farmacia e poi si occupò di un ulteriore esercizio commerciale per i farmaci dal 1961, aprendo la Farmacia del Popolo in via Carlo Marx poi nel 1991 venne Santa Caterina: «Oggi - continua Marina - io, mia sorella Anna e mio fratello Carlo gestiamo le farmacie volute dalla mia famiglia. Anche mio padre Dante ha fatto questa professione e ora si prepara la prossima generazione visto che mia figlia è al quinto anno universitario e presto farà il corso di galenica a Cortona. Anna, tra l’altro, collabora anche con una missione in Albania, nella quale ha insegnato alcune preparazioni galeniche alle suore missionarie affinché le possano utilizzare per curare la gente del villaggio nel loro ambulatorio. La preparazione più usata è un unguento antiscottature».
E qui si innesta l'altra particolarità, sempre legata alla storia in questo caso della professione, rappresentata dall'esercizio di via Pezzana. Ben poche farmacie svolgono attività galenica in “proprio” - in tutta la provincia si contano sulle dita di una mano - perché per farlo servono strumentazioni che non tutti gli esercizi possono permettersi e naturalmente serve anche personale addetto. «Ci sono delle regole da seguire - spiega Marco Ferrari, addetto al laboratorio di Galenica - ad esempio non si possono produrre più di tre chilogrammi di medicinale per lotto per le diverse forme farmaceutiche. La galenica può essere applicata in diversi settori della farmacia: dalla fitoterapia alla veterinaria, dalla terapia del dolore alla cosmesi, garantendo lo speciale rapporto di fiducia che esiste tra cliente e farmacista».
Ferrari e Colli in questi laboratori preparano soprattutto pomate e amari - sì, proprio simili a quelli in vendita nei normali supermercati anche se i fini sono diversi - e sul sito www.gazzettadimodena.it si può vedere la preparazione in “diretta” di una ricetta farmacologica.
«Noi - continua Ferrari - attenendoci alle norme di buona preparazione eseguiamo ogni giorno 3- 4 preparazioni magistrali, ossia farmaci personalizzati preparati espressamente per clienti che arrivano con la ricetta del medico. In tutto ne facciamo una cinquantina al mese. Poi abbiamo le preparazioni officinali che possiamo vendere senza ricetta con il marchio della nostra farmacia. Ad esempio prepariamo gel che servono come antidolorifici, secondo formule rivisitate, che provengono dalla medicina popolare che adesso hanno anche trovato un riscontro scientifico. Produciamo anche il cosiddetto “Artiglio del diavolo” che è un antiinfiammatorio estratto secco di una pianta e allestiamo anche fermenti lattici. Una formulazione molto gradita è il nostro amaro digestivo. Non dimentichiamo che le preparazioni galeniche sono anche più convenienti rispetto a quelle industriali per l’utilizzatore finale».
I clienti rispondono bene? «Sì, qualcuno grida al miracolo e parla a volte di acqua santa per i proprio malanni» conclude il dottor Ferrari.
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