Gazzetta di Modena

Modena

Sono tremila i disoccupati nel distretto vignolese

Sono tremila i disoccupati nel distretto vignolese

L’allarme della Cisl: «Occorre un patto di comunità per uscire dall’emergenza» «Un ruolo deve giocarlo la politica, le amministrazioni non stiano a guardare»

2 MINUTI DI LETTURA





VIGNOLA. Aprire subito anche nel distretto di Vignola un tavolo tra istituzioni, sindacati, imprese e associazionismo per stringere un “patto di comunità” che rilanci il territorio sul modello di quelli firmati il 29 ottobre dell’anno scorso a Modena e il 12 febbraio scorso nel comprensorio ceramico. La richiesta arriva dalla Cisl che avanza alcune proposte per combattere la disoccupazione.

«Nel distretto di Vignola ci sono circa 3 mila disoccupati, il 60 per cento dei quali donne - afferma il segretario provinciale della Cisl William Ballotta - È indispensabile ricominciare a creare lavoro cercando di cogliere i primi timidi segnali di ripresa». Per la Cisl serve un confronto ampio che individui le priorità e le scelte da compiere, aprendo una riflessione allargata su cosa è oggi il distretto vignolese, cosa vuole essere domani e come arrivarci. «Un ruolo chiave deve giocarlo la politica, quindi le amministrazioni pubbliche, chiamate a ricercare una migliore efficacia ed efficienza dei servizi ai cittadini e alle imprese - afferma Ballotta - Nel quadro del superamento delle Province, bisogna esplorare soluzioni nuove, come quella delle amministrazioni comunali della Valsamoggia (Bologna), che hanno deciso di fondersi per costituire una nuova municipalità più competitiva e capace di dare risposte ai bisogni delle loro comunità». Ballotta ricorda che nel distretto di Vignola si stanno portando avanti da anni con successo esperienze come il Coiss (Consorzio intercomunale servizi sociali) e l'Asp (Azienda servizi alla persona) che hanno creato tra i dipendenti pubblici un'abitudine a lavorare insieme andando oltre municipi e campanili. «Ormai i tempi sono maturi per uno scatto in avanti sulla strada dell'innovazione amministrativa - dichiara il segretario Cisl - Bisogna andare oltre le Unioni e spingere sulle fusioni tra Comuni. Per intraprendere una strada di questo tipo occorre coraggio e la consapevolezza che le amministrazioni pubbliche non possono restare ancorate ai modelli del passato». Ballotta aggiunge che bisogna aiutare le imprese a restare sul territorio rendendolo più competitivo, perché in un'economia globalizzata la competitività aziendale non basta più. «È di vitale importanza favorire l'innovazione tecnologica, di prodotto e processo, la formazione continua dei lavoratori, una logistica più efficiente, trasporti più rapidi, minori costi energetici, aree dedicate alla ricerca e sviluppo delle imprese, rilancio dell'istruzione e formazione tecnica, un più stretto rapporto università-imprese, semplificazione burocratica, fiscalità di vantaggio. Sono tutti aspetti - conclude il segretario provinciale della Cisl - su cui si può intervenire anche a livello locale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google