Emozione e curiosità aspettando Birkenau
La comitiva di oltre 500 studenti della provincia di Modena è arrivata a Cracovia dopo il lungo viaggio: «Siamo qua per capire, ma non so cosa aspettarmi»
CRACOVIA. Curiosità. Desiderio d’imparare e trasmettere la conoscenza agli altri. Con questi sentimenti gli oltre cinquecento studenti che partecipano a “Un treno per Auschwitz” hanno completato il viaggio che ha portato la comitiva in Polonia. Oggi c’è il primo esame con il campo di Birkenau. Dopo essere partiti dalla stazione del Brennero, un centinaio di ragazzi ha trascorso le prime ore della notte giocando a carte o imitando i grandi della musica nella carrozza ristorante. Uno di loro ha preso la chitarra e ha accompagnato Fabio Santini, musicista carpigiano già visto a X Factor. Guccini e i Green Day, Ligabue e i Creed: le ore trascorrevano veloci, con professori e politici a unirsi al coro. Uno studente, Gianluca Elia del Cattaneo (componente della crew Viesseteam), ha improvvisato rime che parlano sia del viaggio sia di Auschwitz. Passata l’una molti (non tutti) erano andati a dormire. L’indomani, alle otto, in tanti erano già in piedi. «Ho dormito bene - ha raccontato Salvatore Mastrangelo del Levi di Vignola - in generale mi aspetto di crescere un po’ come persona. Un viaggio del genere ti dà dei valori. Anche se è faticoso è il minimo per rispettare persone da cui c’è solo da imparare». «Dobbiamo capire meglio le torture che hanno subito gli ebrei - gli ha fatto eco Jonathan Coloniali, compagno di scuola - un aspetto disumano da non sottovalutare. Il rischio razzismo c’è anche oggi ed è anche abbastanza diffuso». Per quasi tutti si tratta della prima volta. «Ero già stata in Polonia - ha spiegato Oxana Perets dello Spallanzani - ma non ad Auschwitz. Immaginare di vedere i campi in cui le persone sono state uccise, i capelli, le valigie, le scarpe mi fa già senso. Aspetto di essere lì». Federica Gardinali del San Carlo: «Ho un po’ di ansia prima di vedere i campi, ma dicono che un’esperienza così cambia in meglio». «Non so cosa aspettarmi», ha confessato la compagna di scuola Beatrice De Col. Per Francesco Nicolai, anche lui del San Carlo, è fondamentale aver preso il treno: «Se fossimo andati in aereo avremmo perso un elemento fondamentale. È il mio primo viaggio in Polonia. So che presto mi attenderanno forti emozioni». Attraversavate Slovacchia e Repubblica Ceca, entravamo in territorio polacco. Un cartello dell’autostrada indicava Oswiecim, il nome polacco di Auschwitz. A bordo c’era il desiderio di far trascorrere in fretta i minuti prima di raggiungere, alle 12.35, la stazione ferroviaria a sud di Cracovia. Alcuni gruppi giocavano a carte, altri suonavano. Matteo Ferraresi, Spallanzani di Vignola, ha inventato il “selfie con il prossimo”. «Desidero documentare così il mio viaggio - ha spiegato Matteo - faccio le foto con tutti, poi le metto su Facebook. Dal viaggio mi aspetto di provare emozioni forti».
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