Gazzetta di Modena

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Ladri dal pastore uccidono nella fuga due capretti neonati

di Stefano Totaro
Ladri dal pastore uccidono nella fuga due capretti neonati

Presa a calci anche una capra incinta che non sopravviverà Il racconto del 75enne che ha casa e ovile in via S. Caterina

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«Erano appena nati. Erano venuti al mondo alla mattina e me li hanno fatti morire alla sera, prendendoli e gettandoli con forza per terra mentre scappavano. Due capretti, un maschio e una femmina, grandi come un coniglino. Mi viene il magone dal dispiacere e dalla rabbia. E poi non è finita, avevano pure cercato di portare via una capra adulta. Ma questa è incinta e si vede che hanno fatto fatica a spostarla, a tirarla fuori dall’ovile. E allora devono averla presa a calci, picchiata anche sulla schiena. Ora non si alza più. Ho chiamato il veterinario, l’ha visitata, le ha fatto la puntura. Ma abbiamo già capito che non ci sarà più niente da fare. Tempo qualche giorno e addio».

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Giovanni “Gianni” Cavalieri è un uomo d’altri tempi: è il pastore che abita in via Santa Caterina, alle porte della città, in un angolo verde ritagliato dai nuovi insediamenti della Crocetta, via Montefiorino e dintorni. È pastore dagli anni 70, dal Duemila è nella sua attuale abitazione e le sue capre, recintate e con ovile («Ho avuto i controlli di vigili, Usl e veterinaria, sempre tutto in regola e con i complimenti finali») lui le tiene solo per passione, per i bambini, per le famiglie che passano e si fermano in questo inusuale tratto di campagna “di una volta”.

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«Mi sono già venuti a rubare - racconta il 75enne in perfetto dialetto modenese - più volte, in pieno giorno. Ma questa volta è terribile. L’altra sera i miei nipoti stavano facendo un barbecue nel cortile di casa quando mi hanno chiamato. Il cane abbaiava, i ragazzi sono corsi all’ovile, dall’altra parte della strada e hanno visto due che saltavano la recinzione e che scappavano. Hanno detto un “Vaff..” in perfetto italiano e poi sono fuggiti nei campi. Hanno buttato per terra i due capretti neonati che sono subito morti. I ladri erano entrati tranciando il lucchetto del cancelletto che chiude il sentiero per l’ovile. Raggiunto l’ovile hanno fatto la loro azione brutale. Non mi interessa certo il danno, o il valore dei capretti e della capra incinta che morirà. È una vergogna, è il male che hanno fatto che non si ripaga. Mi dispiace, ma mi sa che questa volta “chiudo”, niente più caprette...».

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