Manca il difensore civico si protesta solo via mail
I carpigiani, orfani del servizio da dieci mesi, sono costretti a rivolgersi a Bologna ma non si viene ricevuti, bisogna usare la posta elettronica. Risposta in due mesi
Sono passati circa 10 mesi da quando ha cessato di esistere a Carpi l’ufficio del difensore civico, e tanti lo rimpiangono ancora. Proprio in questi giorni, a causa del braccio di ferro tra comando dei vigili urbani e detentori di permessi per parcheggiare negli spazi invalidi, ci sono arrivate segnalazioni di cittadini che si domandano come fare per contestare le scelte della polizia locale in materia di rinnovo dei permessi. «Ho mandato una mail al difensore di Bologna, ma non risponde nessuno...». Ci ha detto un cittadino proprio in relazione alla vicenda visite mediche e disabili. E all’ufficio Difensore Diritti del Malato allargano le braccia: «Molti casi sono da difensore civico, ma a Carpi non c’è più e a Bologna i tempi pare siano lunghi...».
In città il difensore civico è stato eliminato perché una norma nazionale vieta di attivare il servizio nei Comuni con meno di 100mila abitanti. Sul sito internet del Comune si legge: «Il mandato del difensore civico è terminato il 30 giugno 2014. L'Unione delle Terre d'Argine sta attivandosi per definire, nel rispetto del quadro normativo, nuove soluzioni che riattivino il servizio di difesa civica sul territorio». Il compito probabilmente principale del difensore civico è quello di eliminare discriminazioni, abusi, ritardi o semplicemente disfunzioni che si possano ingenerare nel rapporto fra cittadino e pubblica amministrazione. Tenta insomma, usando le armi della mediazione e in forma persuasiva, di sanare conflitti prevenendo il ricorso alla giustizia amministrativa. Fino a quando la Provincia era operativa basta rivolgersi al difensore che aveva sede in quell’ente, ma oggi, come noto, le cose sono cambiate. Mettiamoci nei panni di un cittadino e proviamo a chiamare il difensore civico che ha sede in Regione. Intanto diciamo che abbiamo contattato la mail che compare sul sito del Comune, ma che nessuno ci ha risposto. «Per forza - dice la segretaria che risponde al numero 051-5275860 - quell’indirizzo è “lento”. Meglio scrivere a difensorecivico@regione.emilia-romagna.it». Ok, diciamo noi. Allora possiamo avere un appuntamento telefonico? «Non se ne parla nemmeno. Si può fare solo via mail. Mandi la documentazione precisa, spieghi il caso e nel giro di un paio di mesi, se il suo Comune è celere nel collaborare con il difensore, potrà avere la risposta al suo caso». E se uno non ha dimestichezza con computer e forma scritta? Non si può venire di persona? «Assolutamente no, deve inviare tutto per email o fax». Certo era più facile quando il difensore aveva il suo ufficio in Comune: si prendeva l’appuntamento e andavi a spiegare di persona i motivi del contenzioso. C’è da sperare che le quattro giunte dell’Unione Terre d’Argine, la cui popolazione supera i 100mila abitanti, provveda a rispristinare al più presto il servizio.
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