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Modena

l’iniziativa di due docenti

“Suoni e professioni”, in classe c’è Ligabue

“Suoni e professioni”, in classe c’è Ligabue

Il fratello del rocker e altri esperti chiamati a scuola per insegnare il mestiere della musica

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“Suoni e professioni”, un progetto a quattro mani ideato da due insegnanti di Ipsia (Claudio Corrado) e Umberto Zini (Iti Volta), che ha portato per la prima volta in città professionalità della musica (Marco Ligabue), discografia (Manuel Autieri), dal fonico Amec Ferrari. «Sono professionalità – ha detto Zini - e soprattutto passione, che io e Claudio per strade separate abbiamo condiviso, tutte sotto il nome della musica. A Sassuolo siamo primi in tanti campi; penso che siamo arrivati primi anche in questo. Con la riforma della scuola siamo partiti con largo anticipo mettendo più musica nelle scuole superiori». «Ogni insegnante deve portare in aula non solo le proprie competenze - ha aggiunto Corrado - ma anche le proprie esperienze di vita. Portiamo la musica a scuola in assoluto anticipo rispetto a quella che è la previsione governativa di aumentare le ore. Portiamo i professionisti della musica, non soltanto gli artisti ma i fonici, i promoter e le case discografiche. Il progetto andrà avanti per più di un mese e mezzo. Ci saranno altri tre incontri con i ragazzi: laboratori di composizione che avranno come obiettivo quello di insegnare ad usare un computer per registrare, come mettere la propria musica online e venderla». «È un piacere per me andare a parlare con i ragazzi delle scuole – ha detto Marco Ligabue, fratello del “Liga” - perché m ricordo il fermento che c'era quando ero io a fare le scuole superiori. Forse gran parte della mia formazione musicale confrontandomi con i compagni di classe l'ho avuta proprio in quel periodo, quando dai 15 ai 20 anni hai tanta voglia di buttarti in nuove passioni, di scoprire la musica. In Emilia siamo una terra di talenti per quanto riguarda musicisti e cantanti. Ho già fatto altri incontri e spesso è un modo per ritrovarsi. Da quella scintilla nasce una collaborazione».

Alfonso Scibona

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