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«Argini del Samoggia, incuria e abbandono»

«Argini del Samoggia, incuria e abbandono»

Denuncia della capogruppo della Lega: «Sterpaglie e alberi secchi, nessuna manutenzione»

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CASTELFRANCO. Un territorio lasciato a se stesso: è in sintesi quanto fa notare Cristina Girotti Zirotti, capogruppo della Lega Nord a Castelfranco in riferimento a un tratto dell'argine del fiume Samoggia a Piumazzo, in particolare da via Mainetto in direzione via Galvana-via Galante, da valle verso monte. «Abbiamo eseguito un sopralluogo - spiega Zirotti - Nel percorso si incontrano 3 dighe, l'ultima della quali all'altezza di via Galvana e nota con il nome di Fabbreria. All'altezza della seconda diga,dove il corso del Samoggia presenta una curva, a seguito della scorsa nevicata, diversi alberi divelti sono caduti in acqua ammassandosi e creando ostacolo al suo defluire, cosa che potrebbe portare alla rottura dell'argine e all’inondazione dei terreni e proprietà presenti nella zona. Peraltro, sempre nella stessa zona, vi è un intero fondo in totale stato di abbandono che, oltre a non essere decoroso per un'area verde che potrebbe attrarre tanti visitatori e rendere merito ai contadini, con l'approssimarsi della stagione estiva potrebbe essere pericoloso per possibili incendi a causa della presenza di sterpaglia e arbusti secchi. Abbiamo presentato un’interrogazione al sindaco per sapere a chi compete il controllo degli argini del Samoggia a Piumazzo e quando è stato eseguito l'ultimo sopralluogo e con quali esiti; a chi compete la manutenzione e se a tal proposito esiste un programma d'interventi; a chi è ascrivibile la responsabilità dello stato di abbandono e incuria; se e quali fondi sono stati stanziati o si prevede di stanziare nel prossimo bilancio preventivo 2015 ovvero, qualora i controlli e la manutenzione fossero di competenza di terzi, se non ritiene doveroso ed urgente sollecitare un loro intervento e se intende assumere provvedimenti a tutela dell'incolumità dei cittadini e delle loro proprietà e quali, ovvero se ritiene sufficienti le due ordinanze emanate per la cattura e l'abbattimento delle nutrie. Abbiamo anche chiesto di sapere chi è il proprietario del fondo incolto e se intende assumere e quali provvedimenti per farlo bonificare».

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