La Guidi a Ingegneria: crisi alle spalle, più sostegni alle imprese
Il ministro a Modena per i 25 anni di Ingegneria loda anche il sistema universitario italiano: «Meglio di tanti blasonati atenei internazionali»
MODENA. «Occorre lavorare per far sì che le piccole e medie imprese abbiano strumenti adeguati per diventare sempre più grandi ed internazionali»: il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi ha chiuso a Modena la cerimonia per i 25 anni del dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari. Il ministro Guidi, arrivata nella sede universitaria di via Campi, si è detta emozionata di essere a Modena dove è stata allieva del liceo Muratori e poi studentessa universitaria.
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Prima del ministro la cerimonia ha visto gli interventi del rettore Angelo Andrisano, del sindaco Gian Carlo Muzzarelli, del governatore della Regione Stefano Bonaccini e del direttore del dipartimento di Ingegneria Alessandro Capra. Poi, come detto la parola è passata a Federica Guidi che ha anche sottolineato come la sua attuale esperienza internazionale la abbia portata ad una maggiore considerazione del sistema universitario italiano. «Girando per il mondo ha detto - ho potuto constatare come la nostra Università sia migliore di tanti tra gli atenei più blasonati al mondo».
«La ripresa - ha detto ancora la responsabile del dicastero dello Sviluppo Economico - va sostenuta ma la crisi in Italia e in Europa è ormai alle spalle. Io sono convinta che ormai siamo in un qualche modo fuori dal momento di crisi che abbiamo vissuto e stiamo cercando di corroborare questa ripresa che c'è, che è chiara, che esiste in Europa e in Italia, ma che naturalmente va alimentata il più possibile». «I segnali positivi sono inequivocabili, ve lo dico io che non sono una facile ottimista - ha detto ancora la Guidi. Certo, il livello di disoccupazione giovanile che ha il nostro paese è uno dei veri drammi che stiamo affrontando. e comunque, i segnali positivi non sono sufficienti da soli, dobbiamo sostenere la crescita in modo più deciso. Il mercato interno è ancora quello più in crisi». «Io credo - ha detto ancora il ministro - che quello che abbiamo fatto come sistema paese negli 'anni horribilis' della crisi sia un chiaro segnale che abbiamo le risorse, che il dna è robusto. Certamente il governo sta cercando di aiutare quelli che sono i punti dolenti del nostro sistema industriale, e in questo il mondo della ricerca scientifica è fondamentale».
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Parlando poi dell'operazione "qe", l'operazione di quantitative easing lanciata dalla Bce di Mario Draghi, Guidi ha detto ancora che «è uno strumento essenziale, certamente non sufficiente come abbiamo detto. servono anche le riforme, che il nostro governo e il nostro paese stanno affrontando con grande determinazione. Questo darà risorse al mondo dell'economia reale, che è quello che abbiamo massimamente a cuore e cerchiamo di sostenere il più possibile».
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