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Poliziotto in moto perde la vita sull’A1

di Elisa Pederzoli
Poliziotto in moto perde la vita sull’A1

Elio Iori, 43 anni, è volato a terra dopo aver urtato un Tir con la sua Ducati. Inutili i soccorsi. Lascia la moglie e due figlie

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Lo ha trovato un camionista in transito: il corpo riverso a terra, al centro della carreggiata. Ormai privo di vita. E poco lontano la motocicletta: mutilata della ruota anteriore e sbriciolata da un impatto che a lungo è rimasto senza una spiegazione.

È morto così Elio Iori, sovrintendente capo della polizia stradale di Reggio, 43 anni, padre di due figlie. Sabato sera si era in messo in sella alla Ducati che doveva testare: quella per i motori – specie a due ruote – e per il giornalismo sportivo a essa collegata era la sua grande passione. Quella che lo portava, nei ritagli di tempo, a inforcare il casco e a mettersi in sella ai bolidi. Per misurarne caratteristiche, per la pubblicazione “InMoto” di Motosprint.

Quel tratto di A1, quei dieci chilometri abbondanti che separano il casello di Reggio al chilometro 149 sud chissà quante volte Elio Iori lo aveva percorso. Come chi a Reggio ci abita da una vita, come chi in sella a una moto insegue la libertà. Ma sabato sera, ancora inspiegabilmente, qualcosa è andato storto. Perché Elio, nonostante i 30 anni di esperienza sulle spalle e nella testa in sella ai bolidi, improvvisamente ha tamponato il camion a rimorchio che lo precedeva. Questa almeno è la prima ipotesi sulla quale stanno lavorando gli agenti della polizia di Modena Nord che hanno rilevato l’incidente. Sono stati loro, infatti, i primi a intervenire oltre ai mezzi di soccorso.

Erano circa le 22.30. Gli agenti hanno immediatamente capito che si trovavano davanti alla scena di un incidente in cui mancava qualcosa: mancava il mezzo contro il quale la motocicletta aveva sbattuto. Mezzo che, evidentemente, si era allontanato.

Poi, l’agghiacciante verità: che l’uomo a terra privo di vita era un collega, in servizio alla polizia stradale di Reggio e molto conosciuto anche qui a Modena. L’informazione è giunta rapidamente al centrale di Reggio da dove il comandante e i colleghi sono corsi subito sul luogo della tragedia. .

Con i volti impietriti e un nodo alla gola, i poliziotti hanno dovuto mettersi al lavoro. Determinati a ricostruite una dinamica dell’incidente che a lungo è rimasto senza una chiara spiegazione. Sul posto, è stato chiesto l’intervento dei vigili del fuoco. Il tratto di A1 è stato chiuso. Bisognava illuminare con i fari del 115 la scena dell’incidente, intercettare ogni pezzo della moto e di un secondo mezzo coinvolto nell’incidente. Qualche ora dopo, le prime risposte. A fornirle l’autista di un camion a rimorchio. Da un’area di sosta di Pian del Voglio, sull’Appennino bolognese, ha raccontato di essersi fermato e di aver fatto un giro di perlustrazione intorno al suo mezzo pesante. Per cercare spiegazioni a un impatto che, molti chilometri prima, aveva percepito durante la marcia provenire dalla parte posteriore del camion.

Non immaginava, però, quello che i primi accertamenti hanno raccontato: che il motociclista che lo seguiva, per ragioni ancora tutte al vaglio della Stradale di Modena Nord, lo avesse tamponamento violentemente. Al punto da perdere la vita. E’ questa, infatti, l’ipotesi sulla quale stanno lavorando gli investigatori della Stradale nella ricostruzione del tragico incidente in cui uno di loro ha perso la vita.

Entrambi i mezzi sono stati posti sotto sequestro. Il corpo senza vita di Elio Iori, già sabato notte, è stato trasferito all’obitorio del cimitero di Coviolo dove resta sotto procura, in attesa che il magistrato di turno decida se disporre accertamenti di natura autoptica.

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