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“Rizzi” chiude, lascia Modena va in Toscana

di Felicia Buonomo
“Rizzi” chiude, lascia Modena va in Toscana

I dipendenti della storica azienda rischiano il posto, domani sciopero con presidio davanti ai cancelli

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È nata a Modena nel 1857, in via Fanti e rischia presto di scomparire dal territorio in cui è nata e sviluppata, mettendo a rischio una ventina di posti di lavoro. Parliamo della Rizzi, azienda attiva nella produzione di macchine per conceria. L'azienda, infatti, ha annunciato l'intenzione di chiudere l'attività produttiva all'ombra della Ghirlandina, per trasferirla nella provincia pisana, dove attualmente ha la sede amministrativa.

Per questo oggi, i lavoratori incroceranno le braccia per l'intera giornata, con tanto di presidio davanti ai cancelli aziendali di via Finlandia (dove attualmente ha sede, dopo una serie di passaggi societari, che la vedono oggi avere una proprietà completamente toscana). Andiamo per ordine. Il primo passaggio è stato lo scorso anno, quando l'azienda ha deciso di trasferire la sede amministrativa in Toscana. Questo ha comportato la messa in mobilità di alcuni lavoratori, che ad oggi sono ancora in attesa delle spettanze relative al trattamento di fine rapporto lavoro.

Nel corso dei mesi, durante gli incontri con la parte sindacale, le rassicurazioni sulla continuità produttiva e lo stato di salute dell'azienda non sono mancate. Poi sono arrivati i ritardi nei pagamenti degli stipendi, il primo allarme vero che qualcosa sarebbe presto cambiato.

Ad oggi, dunque, i lavoratori devono ancora ricevere gli stipendi di gennaio e febbraio. A questo si aggiunge il rallentamento della merce circolante all'interno dello stabilimento modenese. Ma le rassicurazioni proseguivano: gli ordini non mancano e l'azienda è attiva sul mercato, anche estero, esportando parte dei propri prodotti. Dieci giorni fa l'annuncio. L'azienda, tramite i suoi consulenti, ha fatto sapere di voler chiudere l'attività produttiva a Modena, per trasferirla definitivamente in Toscana.

Al momento si tratta solo di annunci e non atti formali, ma secondo le prime indicazioni fornite alla parte sindacale e ai lavoratori, le intenzioni della società sarebbero di aprire una procedura di cassa integrazione straordinaria per cessazione dell'attività produttiva. Periodo terminato il quale a Modena rimarrebbe solo un presidio commerciale (con al massimo tre-quattro amministrativi all'interno), ad alcuni dipendenti potrebbe essere chiesto di essere trasferiti in Toscana, mentre per tutti gli altri si aprirebbe lo scenario della messa in mobilità, una vera e propria anti- camera del licenziamento. Si parla di una realtà produttiva storica sul territorio modenese.

La Rizzi è stata fondata nel 1857, allora era la Fonderia Luigi Rizzi & C. Durante la guerra faceva di tutto per mantenere attiva la sua attività, dal materiale ferroviario, alle macchine utensili, persino strumenti bellici. E presto è diventata leader nel campo mondiale nella fabbricazione di macchine per conceria. Ma la proprietà non è sempre stata modenese. Nel corso degli anni sono stati diversi i passaggi societari, tante le vicissitudini aziendali.

Nel 1993 persino il fallimento, per poi far rinascere la nuova Rizzi, questa volta con una trentina di dipendenti (negli anni Ottanta erano un centinaio di più). Tante le disavventure, dalle quali, tuttavia, si è sempre rialzata. Oggi la proprietà è interamente toscana e decide di decretare la scomparsa dell'azienda dal territorio storico, quello modenese. Domani, dunque, sciopero e presidio, in attesa di sapere quale sarà il futuro dell'attività e dei 22 lavoratori attualmente impiegati.

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