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Alluvione, soldi anche alle seconde case

Alluvione, soldi anche alle seconde case

Pubblicate due nuove ordinanze. Una finanzia lavori di messa in sicurezza, l’altra i danni agli edifici sopra gli 85mila euro

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La regione ha pubblicato il 13 marzo le sue ordinanze 3 e 4, relative a nuovi fondi per oltre quattro milioni di euro per il reticolo dei corsi d'acqua minori danneggiati dall'alluvione e ai contributi per danni subiti a causa dell'alluvione e la tromba d'aria del 3 maggio 2013 da abitazioni non principali. Il tutto, però, per i danni ai beni immobili superiori al limite di 85mila euro stabilito dalle precedenti ordinanze e per le abitazioni inagibili del sisma 2012 e colpite successivamente dall'alluvione.

Per questi nuovi contributi lo stanziamento è di un milione e 760 mila euro.

«Attraverso il nucleo tecnico della Provincia - commenta il sindaco di Modena, che è anche presidente della Provincia - abbiamo programmato gli interventi sui corsi d'acqua e delineato i nuovi criteri sui contributi per far fronte alle numerose richieste che erano pervenute e che rischiavano di venire ingiustamente escluse».

Sono previsti contributi per le abitazioni non principali del proprietario (riconoscimento del 50 per cento delle spese); per i danni superiori agli 85 mila euro il contributo è riconosciuto applicando un'aliquota progressiva; per i danni alle case inagibili dal sisma il contributo è del 100 per cento.

Per i corsi d'acqua gli interventi più rilevanti riguardano il consolidamento delle sponde del torrente Fossa di Spezzano di Fiorano (che ovviamente non c’entra direttamente con la Bassa colpita dall’alluvione - così come l'adeguamento della sezione di deflusso sul torrente Nizzola tra Castelnuovo Rangone e Spilamberto. Sono anche previsti nuovi lavori di ripristino su Secchia, Panaro e Naviglio.

Dopo l'alluvione - specifica una nota della Provincia - sono stati eseguiti 52 interventi di messa in sicurezza degli argini per un investimento complessivo di oltre 15 milioni, mentre stanno per partire altri interventi per ulteriori 23 milioni di euro.

I lavori sono coordinati dalla Provincia tramite lo staff tecnico composto da Regione, Province di Modena e Bologna, Aipo e Consorzi di bonifica e costituito nella sede del Centro unificato provinciale di Protezione civile a Marzaglia. Dopo l’alluvione infatti Modena ha improvvisamente e drammaticamente preso coscienza della necessità di regolamentare il proprio territorio, sottoposto ad un progressivo degrado e ad una cementificazione che ha aggravato, con il cambiamento del clima, una situazione non più tollerabile. Dall’alluvione in poi - anche perchè c’è stata una inchiesta della magistratura - si sono così susseguiti controlli e lavori, pur se sulla distruzione spesso brutale di tanta flora c’è chi ha manifesttao e continua a manifestare ogni perplessità.

«Le recenti ordinanze vanno nella giusta direzione per migliorare la sicurezza dei corsi d'acqua minori e concedere a diversi cittadini un contributo adeguato», dice soddisfatto Muzzarelli.

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