Ceramica all’Expo: la mostra interattiva
È stato presentato ieri alla sede dell'accademia Gualtiero Marchesi di Milano il progetto “Laboratorio Ceramics of Italy”, mostra interattiva che si terrà nei locali della Triennale durante i primi...
È stato presentato ieri alla sede dell'accademia Gualtiero Marchesi di Milano il progetto “Laboratorio Ceramics of Italy”, mostra interattiva che si terrà nei locali della Triennale durante i primi giorni dell'Expo 2015, dal 1 al 10 maggio. L'evento costituisce la punta di diamante delle attività “milanesi” che Confindustria Ceramica ha organizzato per l'esposizione internazionale e fungerà anche da iniziativa promozionale per il progetto Ceramicland, che prevede visite alle aziende ceramiche del territorio sassolese nell'ambito di “Discover Ferrari and Pavarotti Land”. “Laboratorio Ceramics of Italy”, curato da Aldo Colonetti e Riccardo Blumer sarà un luogo di sperimentazione nel quale si noteranno le profonde affinità tra cibo e ceramica, sia dal punto di vista dell'uso dei prodotti ceramici in cucina sia sotto il comune aspetto di essere “miscela di elementi”: terre nella ceramica, alimenti nelle preparazioni culinarie. Alla conferenza stampa di presentazione hanno preso parte anche il direttore di Confindustria Ceramica, Armando Cafiero, e il noto chef Gualtiero Marchesi, che ha garantito la sua presenza all'evento di inaugurazione, il 30 aprile. «La ceramica – ha spiegato l'architetto Riccardo Blumer - è l'antenata fondante delle metamorfosi che hanno costituito la base dell'evoluzione tecnica umana e sulla quale il cibo, a sua volta, ha potuto replicare infinitamente la sua complessa ed incredibile evoluzione. La mostra sarà sinestetica perchè tutti i 5 sensi saranno coinvolti». Nel laboratorio, ospitato nella stessa sede della mostra “Expo Art & Food” e gestito da studenti del corso di design dell'università di San Marino, i visitatori, grandi e piccini, potranno comporre, utilizzando piatti in ceramica posti sopra supporti vibranti, quadri di colore che saranno subito proiettati sulle pareti e diffusi sui social network.
Andrea Gilioli
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