Gazzetta di Modena

Modena

LEGALIZZAZIONE

Marijuana, un sì da Pini e Ferraresi

di Manuele Palazzi
La marijuana viene sequestrata ma aumentano i fautori della legalizzazione
◗
La marijuana viene sequestrata ma aumentano i fautori della legalizzazione

ROMA. La legalizzazione della cannabis diventa argomento di discussione trasversale tra i partiti e trova l'interesse di circa sessanta parlamentari tra le correnti del Pd, M5S, Sel e gruppo Misto

2 MINUTI DI LETTURA





ROMA. La legalizzazione della cannabis diventa argomento di discussione trasversale tra i partiti e trova l'interesse di circa sessanta parlamentari tra le correnti del Pd, M5S, Sel e gruppo Misto, guidati dal Sottosegretario agli esteri Benedetto Della Vedova, gruppo misto ed ex radicale, che si fa promotore di questa iniziativa.

Tra i partecipanti all'intergruppo anche i modenesi Giuditta Pini del Pd e Vittorio Ferraresi M5S. Questo intergruppo nasce dopo il recente rapporto della Direzione nazionale antimafia in Parlamento che evidenzia: «Nonostante il massimo sforzo profuso dal sistema nel contrasto alla diffusione dei cannabinoidi, si registra il totale fallimento dell'azione repressiva». Un punto non lontano dal presidente della Cassazione Giorgio Santacroce al discorso di inaugurazione dell'anno giudiziario: «La gravità della sanzione non assicura un effetto di deterrenza, sicché appare criticabile la tendenza del legislatore a inasprire continuamente le pene detentive». Queste considerazioni hanno aperto alla mediazione, in prospettiva anche del recente successo di efficienza fiscale del modello americano, dove cresce rapidamente il numero degli Stati che hanno legalizzato la produzione e la vendita della marijuana per uso ricreativo.

Ferraresi già dall'anno scorso aveva proposto in Commissione giustizia un disegno di legge frutto della partecipazione online dei militanti 5 Stelle sull'iter del Ddl di Farina. Il disegno che ne è scaturito si basa sul modello spagnolo per la possibilità di coltivazione fino a quattro piante a persona. L'idea della Pini invece si basa sul modello olandese: «Sulla gestione dello Stato sul monopolio dei cannabinoidi, che potrebbe portare un indotto stimato sui 2 miliardi di euro - e aggiunge - è importante discutere in maniera seria questa questione, la legge Fini-Giovanardi basata sulla repressione ha solo intasato le carceri non toccando minimamente il livello di spaccio, ma portando anzi il consumo verso altre droghe più pesanti e sintetiche». Ferraresi dichiara: «Siamo iscritti solo in cinque a questo intergruppo, ma tutto il Movimento è disponibile a lavorare seriamente alla proposta e a collaborare. Dal Pd sono iscritti in 60, ma ci lavoreranno veramente? Il Pd è sempre stato contrario a questo tema».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google