«Contraffazioni, ok la banca dati»
Poletti di Lapam Moda elogia il nuovo strumento di controllo “EBD” contro i falsi
Un fatturato di 200 miliardi di euro in tutto il mondo, destinato a crescere del 74,5% in dieci anni. Lo realizza quella che Lapam Confartigianato definisce come la “multinazionale del falso”, un affare di dimensioni globali che in Italia vale quasi 7 miliardi di euro; l’ultima operazione, in ordine cronologico, è stato il sequestro da parte della Guardia di Finanza di Torino, di 4 milioni e mezzo di prodotti falsi tra bigiotteria e articoli di moda. L’Italia è il primo Paese in Europa per quantità di merce sequestrata: tra il 2008 e il 2013 si sono registrati quasi 100mila sequestri per 334 milioni di pezzi contraffatti. Proprio nei settori di punta del made in Italy, i più colpiti dai falsi, negli ultimi 5 anni le imprese artigiane sono state decimate, con una perdita di oltre 7mila aziende, pari ad un calo del 10%. Nell’ultimo anno le imprese artigiane di questi settori sono diminuite del 2,1%. Nella battaglia contro i falsi spunta ora una nuova arma. Arriva dall’Europa, con EBD, Enforcement Database, una banca dati anti contraffazione, disponibile per tutti gli imprenditori, che possono registrarsi ed inserire le caratteristiche del loro marchio. La Guardia di Finanza italiana è tra le prime a utilizzare questa banca dati. «Contro la piaga della contraffazione nel nostro settore vanno messi in campo tutti gli strumenti possibili – dice Federico Poletti, presidente Lapam Moda - e questa banca dati auspichiamo possa costituire un importante elemento di contrasto a un fenomeno che negli anni non sembra purtroppo diminuire».
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