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Corsi per Oss, spariti organizzatori e paghe

Corsi per Oss, spariti organizzatori e paghe

Agerfor (Ausl), aiutò l’ente a trovare infermieri come insegnanti: decine di migliaia di euro mai versati

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Un altro caso di ente fantasma che sparisce dopo aver incassato i soldi e lasciando senza stipendio i docenti?

A chiederselo è uno dei tutor che per mesi hanno fatto lezione e che, a fine lavoro, si è ritrovato con un pugno di promesse mai mantenute. Ora vuole rimboccarsi le maniche e contattare gli altri colleghi rimasti come lui con i crediti mai pagati.

«Una situazione del genere non me la sarei mai aspettata - spiega il docente, che già lavora per l’Ausl - La ragione? Molto semplice. Gli inviti per insegnare nei corsi di formazione per Operatore Socio Sanitario (Oss) sono stati diffusi tramite Agerfor, l’agenzia che fa capo all’Ausl di Modena.

All’atto pratico però tutto è stato delegato al Cesvip, un ente accreditato con sede legale a Piacenza, e sedi dichiarate in tutti i capoluoghi della nostra regione; a Modena era in viale Reiter 130. È stato il Cesvip che ha organizzato lezioni e iscrizioni con chi voleva partecipare per ottenere l’attestato.

In tutto si trattava di corsi per istruire gli allievi sulle nozioni base: pazienti non autosufficienti e agli anziani devono essere trattati con cautela. L’obbiettivo di arrivare al titolo minimo per diventare operatore socio sanitario è molto richiesto sia per l’ invecchiamento della popolazione sia perchè, complice la crisi, la cura a domicilio o nelle strutture è una delle poche opportunità per i senza lavoro.

Alla fine i partecipanti hanno dovuto pagare anche 2.800 euro, di tasca propria, prima dell’esame e avere il sospirato pezzo di carta. A quanto mi è stato riferito, diversi corsisti hanno fatto fatica a trovare i soldi necessari per la prova finale; qualcuno si è pure indebitato.

In breve: i docenti non sono stati pagati nonostante il lavoro svolto».

Al vecchio numero di telefono non risponde nessuno. Alla sede centrale di Piacenza nessuno sa niente e nessuno parla.

La Regione dal canto suo ha esaminato con la lente d’ingrandimento i requisiti dell’accreditamento ma alla fine si è arresa quando ha scoperto che il Cesvip è in liquidazione coatta.

E l’Ausl? Ci ha perso la faccia e anche la sua quota di compenso per aver agevolato il reclutamento dei tutor, scelti spesso tra gli infermieri. La prima tranche dei pagamenti è stata effettuata, per le altre il Cesvip aveva già iniziato a parlare di crisi.

E l’Ausl, che aveva già messo in busta paga la prima rata, ha fermato i pagamenti perchè a sua volta non è stata pagata.

Saverio Cioce

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