L’ombra sulle coop rosse e il piano-Civati
Burchi parla degli incarichi ad hoc per le progettazioni e minaccia di attivare il deputato contro Incalza
Le cooperative sono una parte significativa dell’inchiesta di Firenze, a partire dal ruolo della Coopsette, già finita nel calderone del 2013 e legata a doppio mandato anche con il territorio modenese. Ma l’ingegnere Giulio Burchi, nelle tante conversazioni intercettate dagli investigatori e diventate parte integrante dell’ordinanza, ipotizza come diverse altre cooperative di costruzioni nostrane si siano adeguate al sistema degli incarichi professionali funzionali ad ottenere “meno problemi” nell’iter dei progetti.
Burchi, parlando del tecnico Antonio Acerbo, ex responsabile unico del Padiglione Italia per Expo 2015, dice che i do ut des sono applicati anche alla LegaCooperative. «Sì sì - spiega l’ingegnere al telefono il 17 ottobre 2014 - era amicissimo lui con la Cooperativa di Modena. Lui, Acerbo, era culo e camicia. Te lo dico io, non erano immuni i compagni. Ci sapeva fare il vecchietto su quelle cose lì».
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Quale sia la Cooperativa di Modena, Burchi non lo specifica nella telefonata, ma c’è una conversazione del settembre 2014 in cui lo stesso ingegnere di Pavullo commenta il modus operandi di Acerbo mentre è impegnato a dirigere i lavori di ristrutturazione del teatro della Scala di Milano. E in quel contesto ha lavorato la Cooperativa di Costruzioni Modena, che comunque non è minimamente coinvolta nell’inchiesta di Firenze.
Che Burchi sia a conoscenza di tante cose del “mondo di mezzo” tra ministero dei Trasporti e progettisti privati, lo si evince anche dall’intenzione di sfruttare il deputato Pippo Civati per smascherare in parlamento l’asse Incalza-Perotti. “Favorisce sempre questo Perotti” ed essendo a conoscenza di due o tre “episodi circostanziati” Burchi cercherà di far presentare un’interrogazione parlamentare a Civati. La strategia viene censurata dalla sua interlocutrice e non arriverà mai in parlamento, sostituita da quella dei 5 Stelle, a prima firma Michele Dell’Orco.
E nella strategia anti-Incalza, Burchi cerca anche di mettere in guardia il socialista Riccardo Nencini, neo vice-ministro alle Infrastrutture. «Non vorrei che si facesse far su anche lui da Incalza - dice - cioè io gli racconto delle storie vere che gli possono essere utili e gli racconto quello che c'è lì dentro, che ci sono da trent’anni». (fd)
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