Medicina in lutto: è scomparso Mattioli
Il celebre cardiologo è deceduto a 86 anni, è stato primario al Policlinico e preside di Medicina
A 86 anni è scomparso un luminare della cardiologia italiana che ha reso Modena importante: il professor Giorgio Mattioli. Ed docente e ex direttore di scuola, nonché ex direttore della Facoltà di Medicina, Mattioli ha lavorato per molti anni al Policlinico diventando una figura di spicco anche per i pazienti oltre che nell'ambiente medico. La sua attività era affiancata dagli studi: lascia più di 800 pubblicazioni specialistiche. Oggi la salma sarà composta alle camere ardenti del Policlinico. Da ieri l'Università di Modena e Reggio è in lutto per la scomparsa di Mattioli, professore emerito dell'Ateneo, deceduto nella prime ore di ieri all'Ospedale Nigrisoli di Bologna, dove si trovava ricoverato da alcuni giorni per l'acutizzarsi di una malattia che lo aveva colpito nel dicembre scorso. Figura molto nota in città per la lunga attività clinica svolta al Policlinico, Mattioli è sempre rimasto molto legato all'ambiente accademico, anche dopo il suo collocamento a riposo per raggiunti limiti di età nel 2005. «Giorgio Mattioli - spiega il rettore Angelo Andrisano - ha rappresentato a lungo una delle figure di spicco del nostro Policlinico».
Nato nel 1929, modenese, il professor Mattioli, è stato fino al 2005, anno del suo collocamento a riposo, professore ordinario di Malattie dell'apparato cardiovascolare all'Università. Nel 1969 ha superato il concorso per professore associato di Cardiologia ed è diventato primario della Divisione e Servizio di Cardiologia nel Policlinico. Dal 1963 nello stesso reparto aveva svolto incarichi di assistente volontario, assistente supplente, assistente incaricato e assistente ordinario. Nel 1973 è diventato professore ordinario di Cardiologia ed ha continuato a svolgere funzione di primario fino 2005. Nello stesso periodo è divenuto direttore della Scuola diretta a fini speciali per tecnici di Cardiologia e successivamente presidente del corso di laurea in “Tecniche di fisiopatologia cardiovascolare e perfusione cardiaca” fino al 2007. È stato anche direttore della Scuola di specialità in Cardiologia dal 1974 al 2006. Ha introdotto nel Policlinico l'impianto di pacemaker, l'emodinamica e la coronarografia. Dal 1980 al 1986 è stato consigliere prima, vicepresidente e presidente poi della Società Italiana di Cardiologia. Dal 1985 al 1991 è stato preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Modena e Reggio.
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