Pavullo rischia di perdere anche la sede dell’Inps
La spending review prevede la chiusura in via Marchiani I sindacati: «Tagli senza logica». Il Comune cerca rimedi
PAVULLO. È allarme sindacale a Pavullo per la storica sede Inps, incappata in una spending review che non lascia più margini per rimanere nei locali di via Marchiani 150, dov'è di stanza dal 1992. L'istituto è alla febbrile ricerca di un'idonea collocazione alternativa, e se non la troverà verrà declassato da agenzia a semplice sportello territoriale, se non peggio. Un amaro approdo per una realtà al servizio di un ambiente vasto come quello della montagna che nel 1982, alla sua inaugurazione in altra sede, fu la prima agenzia territoriale d'Italia, esclusi ovviamente i capoluoghi di provincia. Ma la tradizione rischia di non sopravvivere alla logica dei tagli lineari. «Mentre si sono trovate soluzioni per mantenere operativi gli uffici di Vignola e Mirandola, il futuro della sede Inps di Pavullo è fortemente compromesso – denuncia Vincenzo Santoro della Fp/Cgil di Modena - e quindi il comprensorio del Frignano, dopo il Tribunale e il Giudice di Pace, sta rischiando di perdere un altro presidio della pubblica amministrazione che determinerà ripercussioni sui servizi di competenza: dall'assistenza previdenziale fino a quella per gli invalidi». «Condividiamo la logica dei risparmi, ma questi tagli lineari sono inaccettabili», rilancia Massimo Malagoli della Fp/Cisl Modena. «L'attuale sede è troppo grande, con 336 metri si superficie e 90 di cantina, a fronte di un bisogno stimato di 175. E va bene. Ma ne va trovata un'altra per un ufficio che serve almeno 50 persone al giorno e non può essere ridimensionato nelle sue funzioni. Magari come anticamera della chiusura, che sarebbe davvero un dramma per l'Appennino». Per entrambi i sindacati la soluzione sarebbe trovare una collocazione comune per Inps e Agenzia delle Entrate, che tra poco dovrà lasciare i locali di via Giardini per la ristrutturazione dello stabile “Rimesse”. E in questo chiedono un impegno dell'amministrazione. «Abbiamo già incontrato l'Inps e siamo consapevoli del problema – replica il Comune – tanto che in campo ci sono diverse ipotesi per salvaguardare il servizio: dal contributo alla collocazione alternativa, con o senza l'Agenzia delle Entrate. Ma non ci possono chiedere di pagare noi i costi della loro spending review». Intanto, la responsabile dell'agenzia Anna Di Iorio si dice preoccupata anche per il futuro lavorativo dei sette dipendenti. Mentre da Modena il direttore provinciale Inps Francesco Cimino garantisce che «a Pavullo non si arriverà mai alla chiusura: se non troviamo la sede al giusto prezzo, ci potrà essere solo una trasformazione in punto Inps in cui utenze e patronati troveranno comunque assistenza, anche se l'agenzia perderà la sua autonomia».
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