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Il ladro dell’ateneo aveva altri pc rubati all’Ausl e nelle scuole

Il ladro dell’ateneo aveva altri pc rubati all’Ausl e nelle scuole

Gli agenti sono risaliti ai proprietari dei computer avanzati Ci sono anche il liceo Sigonio e la materna Tamburini

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Il ladro di computer dell’università aveva una “collezione” di pezzi che andava ben oltre il colpo compiuto al Campus presso i laboratori dei Scienze della Vita. La polizia ha infatti scoperto che dalla sua “raccolta” ne eccedevano alcuni e alla fine si è riusciti a risalire ai proprietari: l’Ausl e due scuole modenesi.

È finito di nuovo nel guai M.F., l’italiano residente a Modena che era già stato scoperto con i computer rubati all’Università. Ora è stato denunciato per ricettazione.

M.F. non sa neppure usare il computer, a quanto pare, eppure ha capito che con quella macchina può fare soldi in fretta rubandola e vendendola. Così aveva fatto con alcuni pezzi rubati a Scienze della Vita quando gli agenti sono arrivati al suo acquirente, un marocchino (finito anche lui nei guai). E così stava per fare con altri pezzi rubati qua e là.

Come noto, la Squadra Mobile è arrivata a lui in modo preciso. Gli agenti dell Scientifica avevano controllato il piano terra e i primi tre piani della palazzina di via Campi saccheggiata. Tra porte rotte e serrature fatte saltare, hanno trovato delle impronte digitali che sono risultate le sue. Un elemento di prova che lo ha incastrato in un luogo che di solito non frequenta: una facoltà scientifica. Così erano arrivati al suo covo e hanno trovato un mucchio di computer. Più quelli già piazzati al suo ricettatore marocchino: 16 pezzi in tutto. Quando è finita la catalogazione della refurtiva, la polizia ha chiamato il personale universitario che però, a sorpresa, non ha riconosciuto come propri tutti i computer mostrati. Ne ha portati via parecchi, ma alcuni sono rimasti in Questura.

Così, quando gli agenti sono rimasti da soli con i computer avanzati, hanno dovuto fare altre ricerche spulciando tra le vecchie denunce di furto che potevano rientrare in questa casistica.

Alla fine sono riusciti a riconsegnarli tutti.

Si è infatti scoperto che due appartenevano alla Ausl: erano stati rubati dalla sede di via San Giovanni del Cantone il primo marzo scorso. Uno era del liceo Carlo Sigonio ed era sparito dopo un raid di ladri nella notte tra il 20 e il 21 gennaio. Un computer apparteneva alla scuola materna Tamburini, nell’omonima strada, e risultava rubato tra il 17 e il 18 gennaio, Infine, un computer è stato restituito alla Comet di Sassuolo: era sparito in dicembre.

Resta aperta la questione della sicurezza per il Campus universitario. Il colpo che ha visto coinvolto M.F. è avvenuto in tutta tranquillità durante un week-end senza che ci fosse alcun sistema di allarme che potesse segnalare la razzia in corso per ben tre piani e mezzo. La palazzina saccheggiata non ha infatti alcun sistema di protezione e al ladro è bastato forzare un portone di ingresso per entrare, senza che nessuno lo ostacolasse da un ufficio all’altro.

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