Le intercettazioni svelano la Cispadana
Negli atti pressioni al telefono e incontri tra il presidente Pattuzzi, l’ex assessore Peri, Incalza, Fiammenghi e Perotti
Conversazioni tra l’ex assessore Peri e il potente funzionario ministeriale Incalza.
E poi incontri tra Peri, il consigliere regionale Fiammenghi e l’onnipresente ingegner Perotti, con successive telefonate a Pattuzzi, presidente di autostrada Cispadana spa. E poi ancora telefonate, incontri, promesse di incontri, rassicurazioni, ammiccamenti...
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Dalle intercettazioni dell’inchiesta sulle Grandi opere che vede tutte queste persone indagate, comincia a delinearsi il quadro di relazioni che si era sviluppato “sottotraccia”. Relazioni che già “smentiscono le smentite”, perchè le smentite, magari in sè inoppugnabili, schivavano il contenuto delle intercettazioni. Ad esempio: è vero che Autostrada Regionale Cispadana non ha dato incarichi a Perotti, ma incontri preliminari e telefonate in tal senso ci sono stati eccome, in vista o in funzione del via libera all’autostrada.
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Il quadro parziale che ne emerge insomma non è ancora schiettamente illecito - decideranno i giudici - ma delinea un contesto assai poco edificante, o rassicurante.
In una delle intercettazioni, emerge ad esempio la preoccupazione per l’assenza dell’ autostrada regionale Cispadana nel decreto “Sblocca Italia”, che il Pd regionale voleva a tutti i costi farvi inserire, per passare la patata bollente al Governo e saltare gli ostacoli e le ostilità al progetto. Di qui una serie di conversazioni telefoniche le cui intercettazioni sono agli atti dell’inchiesta della procura di Firenze sugli appalti. Conversazioni ad esempio tra l’ex assessore emiliano ai trasporti Alfredo Peri ed Ettore Incalza, rispettivamente indagato e arrestato nell’ambito dell'inchiesta.
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È lo stesso allora assessore Peri che a luglio 2014 segnala a Incalza l’assenza dell’opera con un sms: “Vista bozza Sblocca Italia... non vedo Cispadana, Ferrara/Mare e passante Bo...”. La risposta è contenuta in una telefonata tra i due del primo settembre nella quale Incalza rassicura l’assessore che gli chiedeva di sapere l'esito dell’inserimento delle opere nel provvedimento.
La Cispadana, dice Incalza, «non c’è, lo mettiamo nella legge di Stabilità», riferisce l’agenzia Ansa, che ha pubblicato una parte dei testi intercettati. Una notizia che Peri si fa ulteriormente confermare anche perchè, spiega al suo interlocutore, «io stasera alle sei vedo Lupi a Bologna, viene lui». Già.Lupi... E analoghe pressioni, manco a dirlo, l’assessore Peri le fa per il Passante Nord di Bologna, che alla fine secondo le intese che ne derivano sarà inserito nella legge di Stabilità.
Della Cispadana parlano anche, ancora intercettati, l'imprenditore Stefano Perotti ed il consigliere regionale Pd Valdimiro Fiammenghi.
In una di queste telefonate, l’imprenditore-progettista millanta o garantisce informazioni di prima mano sul superamento della valutazione di impatto ambientale da parte dell’autostrada. Circostanza che avrebbe dell’incredibile, visi i rilievi mossi anche dal Ministero dei Beni Culturali. Invece, come noto, questo ostacolo è stato poi brillantemente saltato. Nelle telefonate, Perotti chiede al consigliere un incontro con Peri, al termine del quale Perotti telefona a nome di Peri a Graziano Pattuzzi, presidente dell’Autostrada Cispadana offrendo i servizi della azienda guidata da Perotti nella direzione lavori. Incontro che per la Procura c’è stato, tanto per chiarirsi. E non è stato neppure l’unico contatto. Come noto, il gruppetto è indagato per il reato del 319 quater del codice penale. In sostanza, in cambio di un incarico a Perotti, Incalza avrebbe promesso anche lui una qualche essenziale spintina alla Cispadana, anche in termini di finanziamenti. Visto che - va detto - nel frattempo i costi approssimativi erano saliti a un miliardo e mezzo, e i Comuni chiedevano i soldi allo Stato. Perchè, come detto, un’opera che dovevano costruire i privati, tra spintarelle, aiutini, sms e potentati vari alla fine la pagheranno i cittadini.
Alberto Setti
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