«Serve entusiasmo e disponibilità»
Pelusi (Cnh): «Mettersi alla prova». Pareri discordi sul valore dell’esperienza
Voglia di mettersi in gioco, tenacia. Sono alcune caratteristiche richieste dalle aziende ai giovani. «Nei ragazzi cerchiamo entusiasmo - ha confermato Loredana Pelusi, manager di risorse umane in Cnh Industrial Italia - voglia di mettersi alla prova e d’imparare. In questo momento assumere non è molto semplice. Ciò non vuol dire che come aziende dobbiamo fermarci. Partecipare e raccogliere curriculum sarà importante è sicuramente importante per essere pronti quando il mercato del lavoro riapre. Ai ragazzi consiglio di avere fiducia e non scoraggiarsi davanti al primo no».
Tra le richieste anche una buona conoscenza dell’inglese: «È un aspetto fondamentale - ha garantito Mila Paltretti, recruiter di Gi Group - per quanto la nostra scuola non prepari tantissimo. È un investimento che posso consigliare ai ragazzi, con il progetto Erasmus o altro. Chiediamo un percorso di eccellenza nel conseguimento della laurea e tanta voglia di fare».
Talvolta i giovani rinunciano a presentare le domande perché temono di avere poche possibilità contro chi ha più anni alle spalle. «Consigliamo di non preoccuparsi della poca esperienza -replica Nicole Galimberti, responsabile della selezione dei neoassunti per Credem - noi cerchiamo “neo” da formare. Come Credito Emiliano chiediamo ai ragazzi energia, voglia di mettersi in gioco e spendersi».
Un altro consiglio è quello di non “fossilizzarsi”: «Può essere interessante continuare a formarsi - ha garantito Giammarco D’Apice, dipendente di Job Advisor - è anche un modo per crescere. Come stand diamo informazioni nell’ambito del lavoro e della professione universitaria».
Le aziende hanno avuto diversi momenti d’incontro. Se al primo piano erano presenti angoli informativi (al mattino al pomeriggio) per studenti e neolaureati, al secondo avvenivano le aziende si mettevano in mostra più nel dettaglio. Tre aule hanno ospitato, infatti, presentazioni aziendali, in cui potevano far conoscere più da vicino ai potenziali candidati il loro mondo.
«Abbiamo anche dovuto rinunciare ad alcune aziende - ha ribadito il professor Alessandro Capra, direttore del dipartimento d’Ingegneria - ormai è diventato un evento di ateneo. Ragazzi, siate delle “spugne”: assorbite quanto più possibile». Per il prossimo anno c’è l’ipotesi di trovare una sede più grande, che possa contenere un maggior numero non solo di studenti, ma anche di aziende. (g.f.)
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