Un ospedale ancora ferito che sogna di sposarsi con Carpi
Il Santa Maria Bianca ha perso la centralità nell’Area Nord per le scelte organizzative dei manager Il direttore Pesi: «Le difficoltà post-sisma restano, ma nella Bassa si muore meno per le emergenze»
MIRANDOLA. La riorganizzazione della sanità è un tema ormai da anni all’ordine del giorno. L’età media dei pazienti aumenta (ma con essa cresce il numero di patologie croniche), e la direzione presa è quella dell’implementazione dei servizi di assistenza domiciliare.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.11078194:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2015/03/19/news/il-comitato-e-la-onlus-vigilano-e-pungolano-1.11078194]]
Le più recenti linee guida a livello nazionale e regionale hanno inoltre imposto l’adozione del modello per “intensità di cura” (i reparti divisi per patologie sono stati sostituiti dalle cosiddette “aree omogenee”, che ospitano il paziente in base alla gravità del caso clinico e del livello di complessità assistenziale) ed il principio delle reti integrate “Hub & Spoke”, che prevede la concentrazione della casistica più complessa in centri regionali altamente specializzati (ospedali di area), interventi dunque non più effettuabili dalle strutture periferiche.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.11081130:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/ospedali-nella-bassa-tutte-le-novita/41982/42238]]
Il “Santa Maria Bianca” di Mirandola è diventato oggetto di dibattito proprio dal 2011, quando con la firma del Piano Attuativo Locale si è sancito il passaggio da ospedale di zona ad ospedale di prossimità. Da lì il timore di un costante smantellamento dei servizi. A smentire queste voci è il direttore sanitario Teresa Pesi: «È inutile ed anacronistico continuare a ragionare in base ad un ottuso campanilismo, la sanità si è evoluta e ad oggi il concetto fondamentale è diventato quello di rete».
Tra le tante osservazioni fatte, una in particolare sottolineava come in caso di ictus ed infarti, patologie per le quali i primi minuti risultano spesso decisivi, si sia tuttora costretti a trasportare il paziente a Baggiovara.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.11078187:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2015/03/19/news/struttura-al-servizio-di-86mila-cittadini-1.11078187]]
«Il trattamento inizia già in ambulanza, ed è proprio il trasporto presso centri altamente specializzati e con strumentazioni all’avanguardia ad aumentare considerevolmente le possibilità di salvare vite umane - sottolinea Pesi - Non a caso recenti statistiche testimoniano come in zona si sia verificato un crollo di mortalità causata da questo tipo di patologie».
Nei mesi scorsi si era inoltre parlato di uno studio di fattibilità per la costruzione di un nuovo ospedale baricentrico tra Carpi e Mirandola: «L’integrazione tra le due strutture di fatto c’è già, anche se la viabilità di certo non aiuta - prosegue il direttore sanitario - Credo che la costruzione di un nuovo nosocomio sia in ogni caso un’ipotesi difficilmente percorribile nel breve periodo: tale decisione è frutto di scelte politiche, ed in questo momento storico diventa difficile reperire il denaro necessario».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.11078210:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2015/03/19/news/e-scontro-frontale-nel-mondo-politico-sindaco-arroccato-1.11078210]]
Il sisma è poi intervenuto a gamba tesa sui servizi del Santa Maria Bianca, ripartito grazie ai rimborsi assicurativi e a 27 milioni 348mila euro di finanziamenti, tanto che qualcuno ha individuato proprio nel terremoto un pretesto addotto per accelerare la riorganizzazione a favore di strutture ospedaliere come Carpi e Baggiovara. «Si trattava di un provvedimento già previsto dalle linee guida - replica Pesi - Certamente alcune difficoltà rimangono, è inutile nasconderlo: fatichiamo ad esempio a reperire pediatri disponibili sul territorio e tuttora mancano 37 posti letto per arrivare a pieno regime. Allo stesso tempo abbiamo però inaugurato un nuovo pronto soccorso che permette flussi più rapidi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
