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«Ci vediamo a Bologna per la Cispadana»

«Ci vediamo a Bologna per la Cispadana»

Gli appuntamenti e i dialoghi tra Perotti e Pattuzzi. I comitati: «Serve una strada non un’autostrada»

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Agli atti dell’inchiesta sulle grandi opere e sulla Cispadana c’è una telefonata del 5 maggio 2014, quando il manager Perotti contatta Pattuzzi, presidente della spa Autostrada Regionale Cispadana spa, dicendo di chiamare «da parte dell'assessore Peri... per un eventuale appuntamento … per parlare della Cispadana».

È la telefonata che apre i rapporti, in vista di un incarico che non si farà in tempo a conferire, tanto che si parla di tentativo di reato, negli ati della stessa inchiesta.

I contatti di Perotti con esponenti politici quali l’assessore regionale Peri e il collega di partito in regione Fiammenghi secondo i giudici «sono costanti e fanno comprendere come lo stesso Perotti, pur non avendo alcun incarico formale, si stia attivando proprio in relazione a tale “grande opera”, addirittura fornendo informazioni agli stessi».

Come detto ieri infatti Perotti da Roma forniva indicazioni sugli sviluppi nella valutazione di impatto ambientale.

Perotti, riferisce l’ordinanza, si accorda con Pattuzzi per fissare questo loro primo incontro per martedì 20 maggio, alle ore 11, presso la sede della di Autostrada Regionale Cispadana, a Bologna via dell'Arcoveggio 49 «Era per fare una chiacchierata e vedere se potevamo essere utili in termini di impostazione - dice Perotti - il 20 è perfetto, per me va benissimo il 20, dove la raggiungo? Per me guardi è anche abbastanza indifferente perchè sto lavorando sulla Brennero tra l'altro... Per me Bologna va benissimo perchè sono vicinissimo, vengo a Bologna volentieri, mi dica lei... vogliamo fare mattina o pomeriggio?... verso le 11.00 va bene?... bene... allora la raggiungo il 20 alle 11.00 a Bologna»

Pattuzzi indica a Perotti l'indirizzo del suo ufficio a Bologna. Immediatamente di questo appuntamento fissato con Pattuzzi, Perotti dà notizia a Fiammenghi: «Il 20 vedo Patuzzi, siccome lo vedo a Bologna se vuoi poi ci possiamo incrociare un attimo, ok allora ti chiamo poi appena finito...va bene... perfetto ...».

Insomma, dagli atti delle indagini emergono triangolazioni tra politici, amministratori, rappresentanti della società che costruisce l’autostrada, affaristi e referenti romani che sono al centro dei provvedimenti cautelari.

«La magistratura porti fino in fondo e celermente le proprie indagini. La Società e il presidente Graziano Pattuzzi assicurano, come sempre, massima collaborazione e rispetto per il lavoro dei magistrati» – aveva specificato in una nota Arc Spa –affermando di non avere mai promesso incarichi a Perotti. Insomma, si confida in una celere archiviazione delle ipotesi di reato.

«Mi preme sottolineare - commenta Silvano Tagliavini, coordinatore dei comitati No autostrada della Bassa - vista la situazione che si è venuta a creare, che la cosa sorprendente, ma che non sorprende affatto, è che nonostante tutto esponenti parlamentari provenienti dalla Emilia-Romagna, esponenti di maggioranza in Regione, i vertici di Confindustria regionale, invece che attenersi ad un doveroso e rispettoso silenzio sulla vergognosa situazione, hanno la faccia tosta di fare dichiarazioni a totale difesa dalla infrastruttura autostradale Cispadana adducendo al fatto che è necessaria al territorio quando invece il territorio ha bisogno di una infrastruttura stradale per risolvere i problemi di viabilità locale come da progetto di interprovinciale del 2004. Progetto affossato dalla seconda Giunta Errani».

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