I figli di Lorena a Tunisi Ore d’ansia per i parenti
Il fratello di Luisa: «Comunicazioni difficili, usiamo soltanto i messaggi» Ivan Bonvicini: «Una notte di sofferenza, spero che mia cognata si riprenda»
Massimo e Davide Bonvicini sono partiti ieri mattina, con un aereo messo a disposizione dalla Farnesina, per raggiungere la madre Lorena Boni a Tunisi. Lì hanno potuto incontrare il padre Oscar, ed insieme stanno accudendo la donna. È stata sottoposta ad un delicato intervento chirurgico, i medici non hanno ancora sciolto la prognosi proprio perché le sue condizioni rimangono critiche. I due figli hanno potuto comunicare con l’Italia soltanto attraverso sporadici messaggi con il cellulare anche perché le conversazioni sono pressoché impossibili. Hanno raccontato di una situazione complessiva e organizzativa piuttosto critica e ancora non riescono a dare indicazioni certe sulla salute della madre.
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«Spero che mia cognata si riprenda - spiega Ivan Bonvicini, il fratello di Oscar - Attendiamo notizie da Tunisi, ma non è facile comunicare. Abbiamo saputo di quanto avvenuto mercoledì pomeriggio, ma sono state ore concitate perché non riuscivamo a trovare conferme fino a quando i miei nipoti non sono stati contattati direttamente dalla Farnesina. Da qui non possiamo che attendere e sperare che tutto vada per il verso giusto. Doveva essere un viaggio di piacere...».
A Mirandola, dove vive Margherita Gavioli, la sorella di Carlo, il contatto con il ministero degli Esteri è avvenuto ieri mattina. «Ho chiamato per avere qualche rassicurazione su mio fratello dopo aver saputo, attraverso i parenti della sua compagna, che era rimasto ferito. Da giovedì sera le comunicazioni sono difficili, il cellulare di Carlo è continuamente spento e soltanto grazie a Luisa abbiamo qualche notizia diretta. Comunque, dopo l’angoscia delle prime ore sono un pizzico più serena dal momento che mio fratello sta meglio. È stato ferito soltanto di striscio e dopo una notte passata in ospedale ha avuto alcune rassicurazioni. Dovrebbe rientrare nei prossimi giorni con un aereo su Roma. Speriamo bene».
Nunzio Guerzoni è il fratello di Luisa, è lui a tenere le comunicazioni con Tunisi nonostante le difficoltà. «Sapevo che mia sorella e il suo compagno erano in crociera, ma solo con i telegiornali ho iniziato a temere. Poi mi è arrivato un sms “io sto bene, Carlo è ferito” e allora ho capito. Soltanto alle 18 di mercoledì abbiamo avuto le prime informazioni certe grazie alla Farnesina, che sta fornendo assistenza. Tuttavia non è facile parlare con Tunisi e così i nostri contatti si snodano soltanto con i messaggi telefonici. Lo choc è forte anche perché non è facile reagire ad un’altra tragedia dopo quella del terremoto. Mi auguro, o almeno queste sono le indicazioni, che presto Luisa e Carlo possano tornare in Italia. Non abbiamo particolari dettagli perché l’importante è sapere che stanno tutto sommato bene».
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