Il caseificio Val Tiepido si unisce col San Silvestro
MARANELLO. Il caseificio S. Silvestro diventa il più grande produttore di parmigiano reggiano della Pedemontana. Il risultato è stato raggiunto grazie alla fusione per incorporazione con la...
MARANELLO. Il caseificio S. Silvestro diventa il più grande produttore di parmigiano reggiano della Pedemontana. Il risultato è stato raggiunto grazie alla fusione per incorporazione con la cooperativa casearia Val Tiepido. Domani, nella sede di Torre Maina, ci sarà un open day. L’ex caseificio Val Tiepido aprirà le porte di via Montanara 5. Per tutto il giorno ci saranno borlenghi e lambrusco, anche in caso di pioggia. La cooperativa casearia è stata assorbita dall’omologa San Silvestro, castelvetrese. Entrambe sono nate nel 1974 e hanno deciso di aderire a Confcooperative Modena. Una confederazione che, secondo dati rilasciati dall’ente, trasforma oltre sei litri di latte prodotti dalle stalle modenesi ogni dieci totali. L’operazione è stata approvata all’unanimità dai soci delle due cooperative. A seguito della fusione, la cooperativa può contare su ventotto aziende agricole socie e su un conferimento complessivo di ottantamila quintali di latte. La produzione annua si stima possa superare le quattordicimila forme di parmigiano reggiano. «Ci siamo messi insieme - ha spiegato Giuseppe Amorotti, imprenditore agricolo di Castelvetro da quarant’anni alla guida del S. Silvestro - perché l’unione fa la forza e ci permette di affrontare l’attuale crisi». A livello operativo, la lavorazione del latte e la produzione del parmigiano reggiano avverranno unicamente a Castelvetro. Entrambi gli stabilimenti mantengono la stagionatura del formaggio, il punto vendita e l’allevamento dei suini L’operazione è stata salutata con favore da Confcooperative Modena. «Esprimiamo soddisfazione per l'esito positivo di questa operazione - ha detto il direttore Cristian Golinelli - che abbiamo appoggiato e incoraggiato. Le difficoltà del settore lattiero-caseario, infatti, richiedono la ricerca della massima efficienza e del contenimento dei costi. L'aggregazione tra strutture è una delle strade, anche se non l'unica, che permette ai caseifici di realizzare economie di scala».
Gabriele Farina
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