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Il M5S: «L’Unione è disertata»

Il M5S: «L’Unione è disertata»

Critiche per assenze e disimpegno da parte dei consiglieri dei Comuni del distretto ceramico

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L'Unione dei Comuni disertata o abbandonata a seduta in corso e alla spicciolata, da sindaci, segretari di partito e altri esponenti in particolare del Pd. Il Movimento 5 Stelle protesta per quanto avvenuto nell'ultima seduta del Consiglio dell'Unione, che riunisce i rappresentanti di Sassuolo, Fiorano, Formigine, Maranello e Prignano. «Per i pochi cittadini presenti – attacca il capogruppo Giuseppe Amici - l’imbarazzo deve essere stato grande nel constatare quanta pochezza e scarso senso civico si è registrato. Mese dopo mese, rileviamo una crescente mancanza di rispetto delle basilari regole democratiche. Ci sono istanze presentate da oltre trenta giorni ed ancora non vengono calendarizzate e trattate, in quest'ultima occasione, al momento di dibattere una mozione che era all’ordine del giorno, il Pd ha manifestato gravi segnali di disimpegno. Prima del termine delle operazioni di discussione e di voto abbiamo dovuto verificare se era ancora presente il numero legale dei consiglieri per proseguire le attività. La verifica ha rilevato che la maggior parte dei consiglieri aveva gradualmente abbandonato la sala e la seduta è stata sciolta alla faccia del senso civico». «Sono usciti dall'aula – elenca Amici - senza dare alcuna motivazione e prima che si votasse una mozione presentata dalle minoranze, il sindaco sassolese Claudio Pistoni il consigliere e segretario del Pd di Sassuolo Mesini ed i consiglieri Rossi, Melandri, Bellini, Miles, Gelmuzzi, Ferrari». «Il bizzarro atteggiamento dei consiglieri Pd – prosegue Silvano Rutigliano - ha mosso un'irritazione generale talmente grande che persino un altro consigliere Democratico, Giovannelli non ha potuto che criticare i colleghi. Purtroppo al momento il regolamento non consente sanzioni». «Il fatto – conclude Amici - è ancora più grave se si considera che per la stessa serata il Pd aveva organizzato un incontro sul tema delle “pari opportunità” svoltosi in una indecorosa sala consiliare pressoché senza sindaci, consiglieri ed alla sola presenza di pochissimi cittadini».

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