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botte tra reggiani e modenesi

Maxi rissa tra ventidue tifosi Il pm chiede l’assoluzione

Che ultrà della Reggiana e tifosi del Modena se le fossero date di santa ragione il 18 agosto di quattro anni fa, vicino al parcheggio della chiesa di Masone a Reggio) è a dir poco pacifico (vennero...

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Che ultrà della Reggiana e tifosi del Modena se le fossero date di santa ragione il 18 agosto di quattro anni fa, vicino al parcheggio della chiesa di Masone a Reggio) è a dir poco pacifico (vennero trovati sul campo di “battaglia” tubi, catene, racchette da sci, cartelli stradali, un ombrello), ma nel processo per rissa che si tiene presso il tribunale di Reggio che vede alla sbarra ben 22 persone hanno cominciato ad affiorare problemi di identificazione delle persone coinvolte. Indizi, deduzioni, testimonianze titubanti, ma prove che latitano a tal punto in aula ieri il pm ha chiesto l’assoluzione per gli imputati. Sulla stessa linea d’onda chi difende i tifosi modenesi, mentre l’avvocatessa Annalisa Bassi (che tutela i tre supporter granata a processo) farà la sua arringa nella prossima udienza in cui verrà emessa la sentenza dal giudice Alessandra Cardarelli.

I tre ultrà della Reggiana da sempre dicono di non c’entrare con la rissa. Le indagini della Digos sono coordinate dal pubblico ministero Maria Rita Pantani.

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