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Un pericolo compreso dai giovani

Un pericolo compreso dai giovani

Videosondaggio: il 61,5% degli studenti a conoscenza delle infiltrazioni in Emilia

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«Secondo te la mafia è radicata in Emilia?». La Rete degli Studenti ha posto queste e altre domande a un campione di modenesi. La cornice è la ventesima Giornata della Memoria, organizzata domani a Bologna da Libera. Il risultato? La consapevolezza del fenomeno c’è, ma non sempre. Alla domanda sul fatto che la malavita sia «un fenomeno estremamente radicato sul nostro territorio» prevalgono i sì. Tuttavia, è una maggioranza semplice: otto su tredici, pari al 61,5%. In quattro hanno risposto “non so” o “non saprei”, per uno si tratta di «un evento occasionale».

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Il secondo punto riguarda la necessità di parlarne di più nelle scuole. I sì in questo caso crescono, anche se l’unanimità è ancora lontana. «È difficile», risponde un intervistato. «Dipende in che scuola - aggiunge un altro - anche se preferirei non sapere certi comportamenti che ci sono in giro». Qualcuno suggerisce di cambiare il modo di parlare, «non chiamando persone vicine alle vittime, ma persone che sanno cosa succede nel territorio». Un altro rilancia l’idea di «fare qualcosa d’istituzionalizzato». La terza e ultima questione riguarda la conoscenza di Giovanni Tizian, il reporter de L’Espresso sotto scorta per i suoi articoli contro la criminalità organizzata. In questo caso si registrano percentuali bulgare … a favore tuttavia del “no”. Una sola intervistata sa chi è il giornalista e riesce ad argomentare la spiegazione, un’altra formula una risposta a tentoni. Per tutti gli altri è una sequenza di «no», «nulla», «zero», «l’ho sentito, non so». Il video, della durata di 512 secondi, si apre con una frase del giornalista Gaetano Alessi (ospitato il 7 febbraio dalla Rete): “Esiste una terra magica dove il multiculturalismo è già una realtà”. Nella prima scena una voce fuori campo legge una parte del dossier “Emilia Romagna cose nostre”. Lo sfondo è quello del Novi Sad. In seguito, partono le domande, raccolte nel chiosco della biblioteca Delfini, nel Parco Ducale e in altri luoghi simbolo della città. «Desideravamo capire quanto sapevano le persone - spiega Elena Turchi, portavoce modenese della Rete e autrice del video - abbiamo impiegato due giorni: il primo per le riprese, il secondo per il montaggio. Il 21 febbraio abbiamo ospitato la madre di Tizian, abbiamo in mente un’altra iniziativa. Saremo sicuramente a Bologna domani». (g.f.)

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