Gazzetta di Modena

Modena

Eclissi di sole, fascino irresistibile

di Gabriele Farina
Eclissi di sole, fascino irresistibile

In 700 al Planetario e a decine in piazza Grande per seguire il fenomeno con vetri anneriti e telescopi

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 Ore 11.10, si fa buio sul cielo di Modena. In strada il sole resta in parte scoperto, dentro il Planetario Martino l'eclissi è totale. La osservano in oltre in settecento. Già dalle 6 Lorenzo Cuoghi e Francesca Gherpelli, componenti dello staff, iniziano ad allestire i telescopi, a preparare le sale per diretta streaming e proiezioni. Lui è stato folgorato dall'astronomia, lei studia fisica: saranno le guide del mattino. Verso le 9 arrivano i primi visitatori. Osservano il cielo con una pellicola, occhiali speciali o un telescopio. «È la prima eclisse che vedo nel Planetario - racconta Silvia Bucciarelli - so che ci sono tante iniziative». «Ne ho visto una da piccola - aggiunge Elisa Vandini - ma è la prima al Planetario». «Da piccola ero venuta per una gita - riprende Stefania Zanetti - grazie al Planetario possiamo vederla bene». Gli eventi non mancano. «Avevamo partecipato come Emergency a "Sotto lo stesso cielo" - spiega la volontaria Cristina Pasquali - unendo racconto e osservazione». Verso le scale si è colpiti dalla fila e dai tanti bimbi. Classi intere nelle sale in cui viene proiettato il sole che, man mano, si oscura. C'è chi studia nella biblioteca, chi ascolta spiegazioni, mentre Francesca spiega i moti dei pianeti in aula magna. Sul tetto c'è il professor Giuseppe Galliani, attorniato da studenti di tutte l'età. Spiega il funzionamento del celostato, con cui si vede il sole dall'aula sottostante, e degli altri strumenti. Sul tetto due telescopi e una guida, Lorenzo. «Ho incontrato il direttore del Planetario tempo fa - racconta - e mi sono innamorato di questo mondo, scegliendo l'astronomia. È un percorso possibile, servono passione e curiosità». Poi regola lo strumento con un telecomando per mostrare il sole sempre centrato ai visitatori. «Sono laureata in astronomia - spiega Elisabetta Morandi - un mio progetto sarebbe di lavorare qui». «Studio invece informatica - aggiunge Marika Giannetto - non è la prima volta che vengo al Planetario». «A vedere da quel telescopio il sole sembra finto - ammette Lorenzo Pelloni, studente del Corni - si vedevano anche le macchie!». «Ero già venuta in gita - ricorda Angelica Mattioli - ma è la prima volta che vedo un'eclisse». «Al Planetario avevo già visto la luna», aggiunge Giulia Osele. Torniamo in aula magna verso le 11. Manca poco all'oscuramento totale, trasmesso dalla base del Cnr sull'Artico. Alle 11.10 scompare la luce del sole. «Non si vede niente», esclama un bimbo. «È l'eclisse», risponde la maestra. Riemersi i raggi saliamo sul tetto, dove il professore è ancora circondato da ragazzi. «Ho visto tanti interessati - spiega - che potranno magari continuare gli studi a Bologna o Padova». Prima di andare, una visita al planetario. «Proiettano le costellazioni - conclude Matteo Mutti - e i moti della volta celeste»

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