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Cgil e Uil insorgono dopo la firma separata con la sola cisl

Lapam, il contratto sotto accusa

Lapam, il contratto sotto accusa

«Con l’accordo persi 2.650 euro all’anno per i 500 lavoratori»

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Il contratto separato che è stato firmato da Lapam Federimpresa Modena-Reggio Emilia sta scatenando una battaglia aspra di cui non è facile prevedere gli sviluppi.

Un contratto che si applica a 500 lavoratori di Federimpresa e degli enti collegati. Ora i sindacati Cgil e Uil sono determinati a contrastare il nuovo contratto firmato dal gruppo con la sola Cisl.

Cgil e Uil prendono di mira i differenziali negativi, economici e normativi, tra il contratto firmato dalla sola Fisascat-Cisl e il contratto nazionale del settore commercio-terziario. Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil continuano a chiedere il ritiro della firma e la riapertura del tavolo negoziale, ma stanno anche valutando «possibili interventi volti a chiarire la validità del contratto applicato in Lapam».

Calcoli effettuati da Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil, prendendo a riferimento i minimi contrattuali determinati dai rinnovi economici intervenuti dal 2006 al 2015 per gli accordi Lapam Federimpresa Modena-Reggio Emilia e Fisascat-Cisl, «evidenziano - dicono i due sindacati - come i lavoratori di Lapam abbiano visto crescere i loro mancati guadagni rispetto ai colleghi di pari professionalità impiegati sulla nostra Provincia. Nel 2015 un lavoratore inquadrato al terzo livello viene pagato da Lapam Federimpresa Modena-Reggio Emilia 2.650 euro all'anno in meno rispetto a un lavoratore di pari professionalità inquadrato al terzo livello con il contratto del Commercio/Terziario, differenziale negativo che a dicembre 2005 era pari a 1.200 euro, determinando quindi un incremento delle perdite del 120%. Se si prende in considerazione l'indice di rivalutazione Istat nel periodo 2006-2015 si nota come un lavoratore Lapam in pratica non abbia conosciuto alcun incremento della retribuzione, vedendosi corrisposto nel corso degli anni la sola copertura dell'inflazione. Il risultato è che un lavoratore Lapam, che già percepiva retribuzioni più basse su base mensile rispetto ad un collega inquadrato nel contratto del commercio, ha visto aumentare il suo potere d'acquisto su base annuale di appena 10 euro al terzo livello, mentre il confronto con il collega del commercio risulta impietoso, in quanto quest'ultimo ha riscontrato incrementi annuali pari a 1.280 euro».

«Il contratto di Lapam - continuano i due sindacati - prevede anche una classificazione del personale, a parità di mansione, con inquadramenti inferiori rispetto al contratto nazionale del terziario anche di due livelli, e prevede inoltre per il personale di prima assunzione inquadramenti al sesto livello, il livello più basso possibile».

Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil ribadiscono di «non avere ancora ricevuto alcun testo sottoscritto da Lapam e Fisascat-Cisl e tantomeno alcun riscontro sulle modalità di voto e sui partecipanti alla votazione promossa da Fisascat-Cisl».

Infine il rinnovo contrattuale con firma separata secondo Cgil e Uil «non sembra essere in pieno accordo con l'articolo 36 della Costituzione laddove recita “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro”».

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