«Malati, anziani e disabili: aiutiamo 5mila persone»
La Giunta presenta in consiglio progetto per mappare e sostenere chi ha bisogno Associazioni e volontari potranno essere formati per “adottare” i soggetti censiti
Un progetto destinato a “fare scuola”, a diventare un modello per altre realtà, visto anche l’incremento dei soggetti fragili che, soltanto a Carpi, ammontano ad oltre 5mila. È stato presentato durante il consiglio di giovedì dall’assessore ai servizi sociali Daniela Depietri, insieme a Barbara Papotti, responsabile ufficio di piano e Antonella Magnani delle Terre d’Argine, il nuovo progetto di mappatura dei soggetti fragili sul territorio. L’obiettivo è la costruzione di una rete che coinvolga la città al di là dell’associazionismo: chi desidera impegnarsi in questo progetto è non è un volontario, lo può fare. Si sta ragionando, infatti, di creare un elenco di volontari al di fuori delle associazioni. «Puntiamo alla creazione di una banca dati condivisa con dati sociali, sanitari e demografici costantemente aggiornati; - spiega l’assessore Depietri - alla realizzazione di metodologie da condividere in modo omogeneo ed esteso sul territorio dell'Unione; a offrire opportunità di socializzazione ai fragili meno gravi e migliorare l’allocazione delle risorse». Per tagliare questi traguardi, la città è stata suddivisa in 33 zone statistiche e si è analizzato, ad esempio, il numero di anziani over 75 in ogni zona di Carpi. Ne sono risultate varie mappe che indicano la concentrazione degli anziani sul territorio: a nord, 575, centro 642, centro storico 410, sud 699, frazioni 325, per un totale di 2651. Le azioni previste dal progetto sono composte da più fasi. La prima include la mappatura ed identificazione dei soggetti a rischio attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori (istituzionali e non) presenti sul territorio con raccolta delle informazioni necessarie ad identificarli mettendoli in relazione con possibili futuri eventi d'emergenza. Inoltre, sempre la prima fase prevede la realizzazione di una banca dati da condividere con e tra gli enti coinvolti nel progetto (Servizi sociali, Ausl, Anagrafe, Associazioni di prossimità, Area disabilità del Settore Istruzione). La fase 2 comporta il censimento delle risorse disponibili a promuovere e supportare la rete; la verifica delle disponibilità all’”adozione” da parte di associazioni e volontari di un numero ristretto di persone sulle quali esercitare vigilanza e monitoraggio; la raccolta informazioni sui fragili attraverso l’organizzazione di visite domiciliari, oltre alla formazione dei volontari. La fase 3 prevede la stesura di protocolli d'intesa per la presa in carico e la messa in sicurezza delle persone e la promozione del progetto presso la cittadinanza. Quarta e ultima fase: la creazione di un flusso informativo, messa a sistema dell’aggiornamento banca dati, eventuale inserimento del progetto nel piano della Protezione Civile.
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