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«Storditi da troppa tecnologia»

«Storditi da troppa tecnologia»

Formigine. Intervista al geologo Mario Tozzi, presenta il suo libro in auditorium

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FORMIGINE. «La tecnologia è meglio oggi? Non sono sicurissimo». Mario Tozzi, geologo e divulgatore scientifico, discute domani alle 17.30 il suo ultimo libro all'Auditorium Spira Mirabilis (ingresso libero). «È la prima volta che vengo a Formigine - racconta Tozzi - in genere nei piccoli Comuni incontro tante persone, che sono anche più curiose. A Modena sono stato diverse volte, in Emilia Romagna vengo spesso con piacere». In “Tecnobarocco. Tecnologie inutili e altri disastri”, Tozzi mette in dubbio tante convinzioni della società 2.0. «Con i nuovi telefoni non si risparmia tempo - riprende Tozzi - anzi se ne perde facendo altro. Non so che bisogno ci sia di migliorare il telefono rispetto al passato. È la legge della tecnologia moderna: i nuovi strumenti sono più luccicanti, ma non hanno opzioni utilissime. T’illudi di aver preso il migliore degli oggetti, ma le telefonate restano le stesse. In più t’illudi che funzioni sempre, ma in realtà in alcuni luoghi non c’è neanche campo». Tozzi non critica unicamente il mondo della telefonia: «In Giappone c’è un gabinetto elettrico, pieno di optional che non servono a niente, poi se si guasta non funziona. I televisori hanno migliorato l’esistenza, ma sono sempre più grandi, pieni di decoder e telecomandi. Per la Costa Concordia, è stato necessario usare il principio di Archimede, come al tempo delle piramidi». Dall’altra parte ci sono tecnologie ancora attuali, «come il forno, il telaio e l’aratro che sono sempre quelli, non c’è bisogno di migliorare parecchio». È anche una questione di ambiente. «L’impatto di queste tecnologie è elevato. Portatili e dispositivi elettronici consumano batterie. Esse funzionano con metalli vari, limitati sulla terra. Impoverisci le risorse globali, oltre alle contraddizioni delle nuove tecnologie».

Gabriele Farina

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