Gazzetta di Modena

Modena

bertinotti AL CONVEGNO DI CL

«Con Don Giussani un confronto leale»

di Serena Arbizzi
«Con Don Giussani un confronto leale»

Un insolito asse fra sinistra tradizionale e Comunione e Liberazione si è delineato alla Camera di commercio venerdì sera. Il punto di congiunzione tra questi due pensieri opposti, almeno...

2 MINUTI DI LETTURA





Un insolito asse fra sinistra tradizionale e Comunione e Liberazione si è delineato alla Camera di commercio venerdì sera. Il punto di congiunzione tra questi due pensieri opposti, almeno apparentemente, è stata la serata di presentazione di “Dalla mia vita alla vostra”, mostra dedicata alle tappe fondamentali della vita di don Luigi Giussani, fondatore del movimento Comunione e Liberazione, visitabile in San Giovanni Battista in piazza Matteotti fino a oggi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20.

All’incontro hanno partecipato Fausto Bertinotti, presidente emerito della Camera dei Deputati, insieme ad Andrea Simoncini, professore ordinario di Diritto Costituzionale dell'Università di Firenze. Un connubio quantomeno inedito, quello fra Bertinotti, per anni considerato alfiere dell’ateismo e della sinistra comunista, e il Movimento di Don Giussani che nel cattolicesimo ha sempre visto il suo faro. E faceva effetto sentire l’ex presidente della Camera e leader di Rifondazione Comunista parlare degli aspetti più intimi della presenza del Cristo, una presenza che non è solo della croce o della risurrezione - ha chiosato Bertinotti riferendosi a chi ha fede - bensì è qualcosa che invade e cambia, è una presenza attiva nella vita quotidiana. La mia non è una conversione, ma è osservare come la fede ti attraversa e ti cambia, ti rende un’altra persona radicalmente, non in modo riformista», ha esordito l’ex leader sindacalista, strappando un applauso divertito alla folta platea. Quasi trecento persone hanno assistito all’appuntamento e tra loro è stato possibile scorgere un pubblico molto variegato. Seduti nelle prime file c’erano l’ex sindaco di Carpi, Enrico Campedelli, e il segretario carpigiano del Pd, Marco Reggiani. Poco più in là, c’era Sergio Zini, presidente della coop Nazareno, sempre di Carpi, Alberto e Barbara Paltrinieri, titolari dell’omonima cantina di Sorbara.

«Ho conosciuto Don Giussani da studente - ha proseguito Bertinotti - noi di sinistra eravamo abituati a confrontarci con i cattolici. E all’orizzonte apparve il movimento Gioventù studentesca che aveva qualcosa di particolare: ci sfidava, ci diceva che noi non avevamo più il monopolio sull’attività sociale. E da un lato questo movimento ci appariva vissuto in nome della fede come fattore dominante, non come accompagnamento di qualcosa d’altro».

«Poi, con gli anni ho scoperto una nuova attrazione esercitata da don Giussani. La capacità, con la sua fede, di affacciarsi al rischio del nulla. E con lui ho vissuto un incontro che non significa mettersi d’accordo, ma camminare insieme. Che aiuta a recuperare quei valori di fraternità la cui assenza, invece, è alla base dello smarrimento della sinistra. E don Giussani ci ricorda che oggi abbiamo bisogno di profeti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google