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L’assedio dei ladri a Novi tra amarezza e sfiducia

di Giovanni Vassal
L’assedio dei ladri a Novi tra amarezza e sfiducia

Assemblea per dare consigli utili ai cittadini, ma le rassicurazioni non bastano Le ronde vengono “dissuase” e non ci sono soldi neppure per le telecamere

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NOVI. Nonostante l'escalation di furti delle ultime settimane, le istituzioni sostengono che il tasso di episodi di microcriminalità che stanno martoriando Novi e Rovereto sia “in linea” con gli altri paesi della Bassa, e che in caso di necessità é sempre bene chiamare il 112.

Ma la gente non è convinta di poter accettare come normale quanto sta accadendo.

È su questi binari che si è tenuta, venerdì pomeriggio presso la scuola elementare, l'affollata riunione nella quale il sindaco Luisa Turci, il capitano dei carabinieri Vito Grimaldi ed il maresciallo Paolo Giordano hanno parlato del tema sicurezza.

Per buona parte della riunione sono stati illustrati ai cittadini semplici suggerimenti per provare a sventare furti, truffe ed aggressioni. Così tenere la luce accesa quando la casa é vuota, non aprire agli sconosciuti ed evitare di camminare in luoghi isolati possono essere un valido deterrente per i malviventi. Ma se da un lato qualche accortezza in più può certamente diminuire gli episodi di criminalità (non più così “micro”) dall'altro il problema si mostra ben più radicato.

I tanti cittadini che hanno affollato la sala (a testimonianza di come il problema sia fortemente sentito in paese) non si accontentano più di generiche rassicurazioni e qualcuno non manca di farlo notare.

Le preoccupazioni sono tante, a partire dalla sensazione di insicurezza negli orari notturni per arrivare al fenomeno delle truffe agli anziani. Altri invece evidenziano che i frequenti controlli diurni non fungono da deterrente per i delinquenti, che hanno anzi incominciato a razziare abitazioni anche in pieno giorno.

Altri ancora propongono (in paese sono circolati anche i volantini) l’organizzazione di ronde notturne che vadano ad affiancare l'azione delle forze dell'ordine. Il metodo dell'autotutela viene però disincentivato dalle istituzioni paventando il rischio che potrebbe diventare controproducente specie se in questi gruppi non istituzionalizzati potrebbero “infiltrarsi” malintenzionati per individuare nuove prede da saccheggiare.

Ma ciò che più sorprende sono il timore e la sfiducia dei cittadini novesi. Timore perché il muro di omertà fatica ad essere scalfito, tanto che diverse persone hanno paura a segnalare personaggi sospetti perché esporsi in prima persona potrebbe significare eventuali ritorsioni in futuro. Sfiducia perché molti furti recentemente perpetrati non sono neanche stati denunciati alle forze dell’ordine, a cui dunque risultano numeri inferiori a quelli reali. Una probabile soluzione poteva essere l’installazione di telecamere, dato che sull’intero territorio comunale ne sono state posizionate solo 5, contro le 13 di Campogalliano e le 14 di Soliera.

«Stiamo valutando anche questa ipotesi - spiega Turci - Probabilmente qualcuna la installeremo, ma un Grande Fratello non risolve tutti i problemi». Subentra poi un problema economico: ogni nuova telecamera costa alle casse comunali circa 10000 euro, un investimento azzardato se non accompagnato da una legge che garantisca pena certa per i malviventi.

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